L’auto è un bene mobile praticamente immobile: resta mediamente ferma per oltre il 90% del tempo e si deprezza del 50% in 3 anni. Anche per questo, ma non solo per questo (nelle grandi città incide tra le altre cose pure la difficoltà nel reperire un parcheggio e il suo costo) le famiglie cambiano abitudini. Vogliono continuare a spostarsi, ma non lo faranno necessariamente con un veicolo di proprietà. Con Mobilize il gruppo Renault prova a intercettare le esigenze e ad anticipare le necessità di milioni di persone, a cominciare dall’Europa.

La mobility company è strategica per il costruttore transalpino: lo dimostra la nomina di Clotilde Delbos come amministratore delegato (la 55enne top manager, capo delle finanze, aveva diretto il gruppo ad interim fino all’arrivo di Luca De Meo) e anche le ambizioni, ossia raggiungere il 20% dei ricavi del gruppo entro il 2030. In Italia ha già cominciato ad offrire i propri servizi di mobilità in diverse città, soprattutto di “provincia”, coinvolgendo comunque centri come Bergamo e Bologna, ma anche Empoli e i comuni Vesuviani.

“Il nostro obiettivo è cambiato: non vogliamo più vendere veicoli a ogni costo, ma vendere mobilità”, sintetizza Delbos, a Milano per il debutto di Zity, il car sharing elettrico della spagnola Ferrovial partecipato dal gruppo transalpino che fornisce le auto a zero emissioni (Renault Zoe e Dacia Spring). Ma mobilità è un termine ancora riduttivo, perché Delbos e Mobilize puntano anche sulle polizze RcAuto e sui sistemi di pagamento, oltre che sui finanziamenti, grazie alla RCI Bank di proprietà, da poco più di un mese diventata Mobilize Financial Services. Poi ci sono anche consulenze in tema di trasporti, finanziamenti, energia e infrastruttura di ricarica, per il cui sviluppo punta sugli stessi paesi individuati anche da Atlante, la società di cui è partner tecnologico la eSolutions, controllata al 50,1% da Stellantis, ossia Portogallo, Spagna, Francia e Italia.

E, ancora, manutenzione, ricondizionamento delle batterie dei veicoli elettrici e i servizi veri e propri di mobilità, che includono non solo il car sharing per i privati, ma anche la fornitura di veicoli a zero emissioni specifici per il noleggio “tutto incluso” anche alle società. Dal 2026 Mobilize, che ha già presentato la Limo, la prima auto con il proprio marchio, e che nel 2023 lancerà la Duo (erede della Twizy), metterà a disposizione anche un veicolo commerciale elettrico per le consegne del cosiddetto “ultimo miglio”.

Delbos conferma che le auto diventeranno sempre più care e ammette che ci saranno meno persone che se le potranno permettere o che se lo vorranno comprare. Le ragioni sono molteplici: la nuova consapevolezza ambientale, le modificate abitudini dei cittadini metropolitani, gli elevati costi di utilizzo. Un punto, quest’ultimo, molto caro alla manager che lascia intendere come la convenienza per i clienti e gli utili per Mobilize derivino da un impiego più efficiente delle auto. La Duo, ad esempio, sarà rinforzata nei suoi elementi più delicati per ridurre i tempi di fermo macchina e sarà più facile da pulire, abbattendo così i costi di gestione. La riduzione di queste spese (almeno fino al 35%) è uno degli obiettivi.

I dati sono l’altra grande miniera di Mobilize: a Madrid, dove Zity aveva debuttato nel 2017, il tasso di incidentalità è stato ridotto del 36% con effetti positivi anche sui conti, oltre che sulla sicurezza. In futuro, la manager ipotizza anche un principio meritocratico per le tariffe di utilizzo dei veicoli in sharing: “Non è giusto che chi li tratta bene paghi lo stesso prezzo di chi li tratta male”, osserva. La buona creanza verrà premiata anche al volante.

Quello che Delbos immagina è un grande business collegato all’auto, a cominciare dall’offerta di assicurazioni “pay as you drive” (paghi per come guidi): “Il sistema impiegato attualmente dalle compagnie è che tutti pagano per quei pochi che fanno incidenti. Noi vogliamo cambiarlo”. La manager stima margini in doppia cifra per i servizi di Mobilize e punta a far rientrare nel gruppo anche affari che potrebbero venire rosicchiati da altri. Ad esempio proprio nel campo della riparazione in seguito a indicenti: con un’assicurazione propria gli interventi potrebbero venire dirottati sulla rete di assistenza del gruppo.

Milano è la prima città italiana coperta da Zity, che ha 560.000 utenti tra Madrid, Parigi e Lione. Le registrazioni contabilizzate nel capoluogo milanese sono già 6.000: per alcuni mesi sarà in vigore la tariffa promozionale di 23 cent al minuto (12 per lo stand by), che poi salirà a 29 (15). A Milano sono disponibili 450 Dacia Spring, la quattro posti a zero emissioni del costruttore rumeno da 3,73 metri di lunghezza.

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