Era malata da tempo e all’età di 75 anni si è definitivamente spenta, nella sua camera in un ospedale romano, Patrizia Cavalli, considerata una delle più grandi poetesse italiane del secondo Novecento che aveva nella capacità di elevare il linguaggio quotidiano a poesia e nella chiarezza della sua penna i suoi tratti distintivi.

Nata a Todi (Perugia) il 17 aprile 1947, ha vissuto a Roma dall’inizio degli anni ’70. Durante gli studi di filosofia conosce Elsa Morante che scopre in lei la vocazione per la poesia. E proprio alla celebre scrittrice è dedicato il primo volume di versi, Le mie poesie non cambieranno il mondo (Einaudi, 1974), cui segue Il cielo (Einaudi, 1981). Il suo timbro poetico appare subito personalissimo, insieme classico e quotidiano: la grazia arguta della lingua e la malinconia del tempo che trascorre consentono alla tematica amorosa di innescare fulminanti interrogativi sul proprio sé.

Nel 1992 Cavalli unisce nel volume Poesie (1974-1992) le prime due opere e una terza intitolata L’io singolare proprio mio. Alla vena epigrammatica comincia ad affiancarsi “un’attitudine intellettuale prosastica, o meglio un gusto del recitativo, ironicamente argomentante in tutta serietà”, come ha scritto il critico Alfonso Berardinelli, ciò che si evidenzia ancor più nel volume Sempre aperto teatro (Einaudi, 1999), che si aggiudica il Premio Viareggio, e nel poemetto La guardiana (Nottetempo, 2005), poi confluito nella raccolta Pigre divinità e pigra sorte (Einaudi, 2006).

Dopo Flighty matters (Edizioni Quodlibet, 2012) è uscita la raccolta Datura (Einaudi, 2013). Nel 2019 Cavalli ha pubblicato la raccolta di prose Con passi giapponesi (Einaudi), finalista al Premio Campiello 2020. Sempre del 2020 è la raccolta di versi Vita meravigliosa (Einaudi).

Le sue poesie sono state tradotte in varie lingue, tra cui il francese, l’inglese, lo spagnolo e il tedesco. Nel 2013 è uscito presso la casa editrice statunitense Farrar Straus & Giroux l’antologia My Poems Won’t Change the World: Selected Poems. Nel 2012 Cavalli ha pubblicato, con la musicista Diana Tejera, Al cuore fa bene far le scale (Dati Voland), cd e libro con poesie e musiche originali nate dalla collaborazione tra le due artiste. Per il teatro ha tradotto La tempesta, Sogno di una notte d’estate (Einaudi, 1996), Otello, La dodicesima notte, poi raccolti in Shakespeare in scena (Nottetempo, 2016), Salomè di Oscar Wilde (Mondadori, 2002) e Anfitrione di Molière (Einaudi, 2010).

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