Mille eventi al giorno in programma. Non è un’esagerazione. Tutti ci vogliono essere, dagli archistar all’ultimo arrivato. Il design declinato in ogni sua variante: dalla sostenibilità alla realtà virtuale (che adesso chiamano post uman), installazioni, esperienze multisensoriali, artigianato, momenti musicali, moda e tessuti. E non mancano intersezioni tra arte e mangiare. Anzi è un orgia di food, smart e meno smart.

Il quartiere Isola si conferma il più di tendenza e solo lui ospita 250 designer da tutto il mondo, noti e meno noti, lancia addirittura il suo primo Festival di Design. Anche Ikea, il design fai da te dai prezzi accessibili, presenta a Base il suo palinsesto: un programma fitto di eventi all’insegna delle esperienze immersive per raccontare il mondo del retail con talk e podcast sul “democratic design”. D’altra parte Base in via Bergognone, uno spazio di 12mila metri quadrati ricavato da architettura post industriale, è un laboratorio di creatività e ospiterà 400 eventi tra cui un’ammucchiata di pop up che si trasformano ogni giorno.

Il ritorno alla socialità post pandemia e due anni di lockdown formano la tempesta perfetta. Gli alberghi sono pieni al 80%. La corsa alle prime delle anteprime è inarrestabile, tutto inghiottito nella spirale di creatività. Toilette Paper, la rivista fotografica con brand annesso di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari ha presentato il “Progetto spaziale”, che consiste nel cambiare il volto di una strada e con 500 metri di pittura murale trasforma via Balzerettin in un’opera d’arte permanente. Doppio happening per la celebrità Massimiliano Locatelli che con Ponzio presenta in via Corridoni n.15 la nuova collezione di oggetti. Poi si corre alla riapertura dello storico Taveggia by Louis Poulsen in via Visconti di Modrone con djset con Valentina Georgia Pegorer.

Via Brera inaugura 80 show room, le Cinque Vie si allungano mentre Porcheci fa entrare a Palazzo Clerici per esplorare un ‘interazione tra natura, botanica e alta tecnologia. Tra ingegneri di volo, piloti di droni e l’artista floreale australiana Ruby Barber è una full immersion nel surreale/onirico. Sessioni di yoga e di meditazione (come antidoto allo stress da fiera), degustazioni vegane: Porche conclude cosi il suo viaggio in “The art of Dreams”. C’è poi il Design solidale: nella fiera delle vanità ecco il sacco a pelo per tutte le stagioni per i senzatetto. Dalle capsule riciclate del caffè cosa ci faccio? Una sedia firmata Kartell.

Capodimonte va al Salone Satellite. Il direttore Valter Luca de Bartolomeis porta La real fabbrica di Capodimonte e la sua collezione ricavata dagli antichi stampi in una perfetta fusione fra tradizione e modernità. Si alterna a eventi diffusi che vanno dal Fuori Salone al Chiostro di San Simpliciano passando per Palazzo Litta. Con Talk sul tema: “La porcellana è un materiale vivo e sensibile, lavorarla vuol dire mettere la mani su una materia millenaria e plasmarla…”

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