Ancora veleni, sempre veleni. Come “tradizione” raccomanda, Juventus-Inter si porta dietro ben oltre il novantesimo (centoventesimo in questo caso) il suo strascico di polemiche. La finale di Coppa Italia è stata segnata – oltre che dal cambio di tattica dei bianconeri con mezz’ora da giocare – da due rigori per i nerazzurri che hanno permesso di ribaltare il risultato (4-2 il finale, qui la cronaca) e dall’espulsione di Massimiliano Allegri. Nella bufera sono finiti l’arbitro Valeri e il Var Di Paolo. Il primo ha fischiato “in diretta” e confermato dopo consulto al monitor la caduta in area di Lautaro Martinez, mentre è stato direttamente l’assistente in sala Var a richiamarlo sul secondo episodio per il contatto De Ligt-De Vrij. C’erano, non c’erano? Più no che sì il primo caso, quello che ha permesso ai nerazzurri di agganciare la Juve sul 2-2 a pochi minuti dal termine. Più limpido il secondo caso. E a tutto questo bisogna aggiungere l’allontanamento dalla panchina del tecnico dei bianconeri, innervosito da quanto stava accadendo in campo. Andiamo con ordine.

Il primo rigore
Valeri ha fischiato subito il penalty per l’Inter dopo un contatto a tre in area tra Lautaro, Bonucci e De Ligt. L’attaccante interista aggancia con il piede il polpaccio del difensore azzurro, si sbilancia e cade. Le immagini riviste al Var fanno propendere per un’altra versione: l’impatto tra il ginocchio di De Ligt e quello dell’argentino, che avviene un secondo prima. Sarebbe questo l’episodio che porta Lautaro a sbilanciarsi e finire con l’altro piede contro la gamba di Bonucci e, quindi, a cadere a terra. Episodio al limite, molto al limite, con ogni probabilità non da penalty. Non per Valeri però. Che fischia subito il calcio di rigore e lo conferma dopo il check al Var.

Il secondo episodio
Tutto nasce da un contatto tra difensori olandesi nell’area bianconera: De Vrij anticipa De Ligt, il compagno di Nazionale lo tocca con la coscia, spostandolo. Per Valeri il gioco prosegue, ma il Var Di Paolo lo richiama. L’arbitro va al monitor per il check e cambia la sua decisione. L’immagine decisiva è probabilmente un’inquadratura larga nel quale il contatto tra la coscia di De Ligt e la gamba sinistra del nerazzurro appare evidente. È l’episodio che manda Ivan Perisic a calciare dagli undici metri, spiazzando Perin per il 3-2. Inerzia definitivamente ribaltata, poi sarà ancora il croato a sigillare la vittoria dell’Inter.

L’espulsione di Allegri. E le sue parole
C’è poi l’espulsione di Allegri. Il tecnico si era già innervosito in precedenza, finendo quasi a contatto con la panchina nerazzurra. Era scattata l’ammonizione, con tanto di replica di Allegri a Valeri: “Se vuoi, prendo anche il rosso”. Cosa avvenuta poco dopo, al termine di un nuovo parapiglia tra le due panchine. Così l’allenatore livornese: “La mia espulsione? È passato uno dell’Inter e mi ha dato una pedata. Io mi sono girato e l’arbitro mi ha espulso, giustamente”, ha detto ai microfoni di Mediaset. E sempre in tv ha commentato il metro arbitrale di Valeri: “Ha diretto con grande autorevolezza, è stato bravo. Posso solo fare i complimenti all’Inter che ha fatto una bella partita, all’arbitro che ha arbitrato una bella partita e ai miei ragazzi che hanno fatto una buona partita”.

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