Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto aiuti ed energia che comprende un contributo una tantum di 200 euro per lavoratori e pensionati con redditi fino ai 35mila euro, ovvero coloro che hanno avuto i minori vantaggi dalla riforma Irpef approvata a fine 2021. Andrà a 28 milioni di italiani, ha spiegato il premier Mario Draghi, rivendicando come in questo modo “veniamo incontro alle esigenze esposte dai sindacati” che durante l’incontro di lunedì mattina hanno chiesto di tutelare il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni. La misura vale oltre 6 miliardi e per finanziarla arriva un aumento dal 10 al 25% della tassa sugli extraprofitti (o meglio sul maggior valore aggiunto) delle imprese energetiche. ​Al voto sul provvedimento, che in tutto vale 14 miliardi, non ha partecipato il M5S: dietro l’astensione c’è il dissenso sulla norma che riguarda i poteri del commissario per il Giubileo e secondo il Movimento apre alla realizzazione di un inceneritore nella città di Roma. “È sbagliato sporcare le idee politiche del Movimento – come la tassazione sugli extraprofitti, il superbonus, il potenziamento di transizione 4.0, le misure sulle bollette e sul rafforzamento patrimoniale – con norme sugli inceneritori. Per questo motivo abbiamo deciso di non partecipare al voto”, ha fatto sapere il capodelegazione dei 5 Stelle al governo, Stefano Patuanelli, che aveva chiesto lo stralcio della norma. “Siamo rimasti dispiaciuti ma mi auguro che non abbia conseguenze particolari che si traducano in fibrillazioni, è un disaccordo che speriamo di superare in qualche modo”, ha commentato Draghi.

Il testo di circa 50 articoli comprende tra il resto l’estensione di tre mesi del bonus sociale per le bollette di energia elettrica e gas che diventa parzialmente ‘retroattivo’, con la possibilità di compensare le bollette già pagate con quelle future, aiuti per gli affitti e anche per i trasporti pubblici. Ci sono poi ulteriori velocizzazioni delle procedure autorizzative per gli impianti di energia da fonti rinnovabili e nomina di commissari straordinari per le opere necessarie a installare e mettere in attività una o più navi per la rigassificazione del Gnl. Per le imprese arriva, tra l’altro, un’estensione delle garanzie sui prestiti e un fondo ad hoc per le più colpite dall’impatto della guerra. Per far fronte ai rincari delle materie prime vengono stanziati 3 miliardi per la rivalutazione dei prezzi delle opere pubbliche, sia per i progetti già avviati che per quelli da avviare col piano nazionale. Gli 8 miliardi destinati a misure contro il caro energia e le conseguenze della guerra in Ucraina sono finanziate “in larga parte con i margini individuati nel Def” come differenza fra l’obiettivo e il tendenziale, e per la parte restante attraverso una rimodulazione del Fondo sviluppo e coesione, ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco.

Draghi: “Interventi per 30 miliardi senza ricorrere a scostamenti” – “Il decreto testimonia l’impegno del governo nel sostenere le famiglie, in particolare le più povere, e le imprese“, ha detto Draghi in conferenza stampa. “Nel clima di grandissima incertezza il governo fa il possibile per dare un senso di vicinanza a tutti gli italiani. L’obiettivo principale è difendere il potere di acquisto delle famiglie e la capacità produttiva delle imprese. Approviamo liberalizzazioni per accelerare la transizione ecologica: le rinnovabili contribuiranno a renderci più indipendenti dal gas russo”. L’inflazione è legata ai prezzi energetici ed è temporanea, per cui va affrontata con misure eccezionali, ha detto il presidente del Consiglio ricordando che finora sono già stati 15,5 miliardi per cui “siamo a un totale di circa 30 miliardi già spesi, due punti percentuali del prodotto interno lordo, e vorrei notare che lo abbiamo fatto senza ricorrere a scostamenti di bilancio: questo dimostra che non sono tanto gli strumenti che contano ma le risposte alle necessità, le esigenze”.

Bonus sociale retroattivo – Nel caso di ottenimento di attestazione Isee che permette l’applicazione del bonus sociale, esteso con il precedente decreto a 5,2 milioni di famiglie, “l’eventuale intervenuto pagamento, nell’anno in corso ma in data antecedente all’ottenimento dell’attestazione, di somme eccedenti a quelle dovute sulla base dell’applicazione del bonus, è oggetto di automatica compensazione da effettuare nelle bollette immediatamente successive, ovvero qualora questa non sia possibile, di automatico rimborso. Nel caso in cui il pagamento non sia stato ancora effettuato, l’importo è rideterminato con applicazione del bonus”.

I rigassificatori diventano interventi di pubblica utilità – Vista la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento di gas “ai fini della sicurezza energetica nazionale”, le opere finalizzate all’incremento della capacità di rigassificazione mediante unità galleggianti e le connesse infrastrutture diventano “interventi di pubblica utilità, indifferibili e urgenti” e per la loro realizzazione saranno nominati uno o più Commissari straordinari di governo. Secondo il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, la norma “nella metà del 2024 ci consentirà di essere virtualmente indipendenti dal gas russo”. Per fare questo “dobbiamo essere in grado all’inizio del prossimo anno di installare il primo rigassificatore che sarà galleggiante, non strutture permanenti. Ce ne saranno due, uno ad inizio 2023 e l’altro possibilmente a fine 2023”. Il ministro ha poi annunciato che “c’è una norma per il periodo transitorio sul carbone: sapete che per cercare di risparmiare un po’ di miliardi di metri cubi di gas abbiamo deciso in un precedente decreto di continuare a utilizzare le 4 centrali in funzione che andavano progressivamente verso il phase out; le utilizzeremo ancora, ragionevolmente, per 18 mesi, massimo due anni senza aprire centrali già spente. Le manterremo in funzione al 100% con una deroga non alle emissioni europee ma solo a quelle nazionali”.

Fondo per le aziende danneggiate dalla guerra – Per le aziende colpite da “ripercussioni economiche negative derivanti dalla crisi internazionale in Ucraina, che si sono tradotte in perdite di fatturato derivanti dalla contrazione della domanda, dall’interruzione di contratti e progetti esistenti e dalla crisi nelle catene di approvvigionamento” arriva la possibilità di accedere a un Fondo presso il ministero dello Sviluppo economico con una dotazione di 200 milioni di euro. Il provvedimento prevede tutta una serie di requisiti tra cui l’aver “realizzato negli ultimi due anni operazioni di vendita di beni o servizi, ivi compreso l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati, con l’Ucraina, la Federazione russa e la Bielorussia, pari almeno al 20 per cento del fatturato aziendale totale”. Inoltre “abbiamo esteso al 31 dicembre la garanzia sui prestiti bancari alle pmi e alle imprese maggiori attraverso Sace”, ha detto Franco.

Quasi 1 miliardo per aumenti di capitale delle controllate statali – In arrivo 925 milioni di euro per il rafforzamento patrimoniale delle società controllate dallo Stato. Lo prevede la bozza del decreto legge. Il provvedimento dispone “un incremento di 925 milioni di euro, per il 2022, dell’autorizzazione di spesa prevista dal decreto legge agosto, per sostenere programmi di sviluppo e rafforzamento patrimoniale delle società soggette a controllo dello Stato, con sottoscrizione di aumenti di capitale e di strumenti di patrimonializzazione”.

La bozza prevede poi un fondo da 600 milioni di euro complessivi a sostegno degli obiettivi del Pnrr per le grandi città. Il fondo, nello stato di previsione del Ministero dell’Interno, ha una dotazione di 100 milioni per il 2022, 200 per il 2023, altrettanti per il 2024 e 100 milioni per il 2025, destinati a Comuni con oltre 800.000 abitanti.

Prorogato il termine per l’avanzamento dei lavori per il Superbonus – Viene prorogato dal 30 giugno al 30 settembre 2022 il termine per effettuare almeno il 30% dei lavori complessivi nelle villette unifamiliari ai fini dell’accesso al Superbonus 110%. Nel computo possono essere compresi anche i lavori non agevolati. I proprietari avranno dunque 3 mesi in più per portare avanti lo stato di avanzamento dei lavori.

Contributi ai Comuni che accolgono minori provenienti dall’Ucraina – Ai Comuni che accolgono minori non accompagnati provenienti dall’Ucraina vengono rimborsati i costi sostenuti, fino a un massimo di cento euro al giorno pro-capite. A questo scopo, il Fondo per le emergenze nazionali sarà incrementato di 58,5 milioni per il 2022. Gli sfollati provenienti dal Paese invaso dalla Russia potranno inoltre convertire in euro banconote di grivnia, la moneta ucraina, senza commissioni di cambio e senza apertura di un conto. Si prevede un limite massimo di cambio di 10.000 grivnia (circa 320 euro) a persona, al tasso definito dalla Banca Nazionale Ucraina e comunicato da Bankitalia sul proprio sito. Secondo la bozza, lo Stato presta garanzia alla Banca d’Italia in caso di inadempimento da parte della Banca Nazionale di Ucraina dell’obbligo di acquisto delle banconote.

Al Commissario per il Giubileo poteri anche sui rifiuti – La norma che ha causato la rottura con il Movimento è prevista all’articolo 13. Al commissario nominato dal governo per il Giubileo del 2025 andranno i poteri straordinari sulla gestione dei rifiuti nella città di Roma. Potrà approvare i progetti di nuovi impianti per la gestione di rifiuti, anche pericolosi, elaborare e approvare il piano per la bonifica delle aree inquinate, autorizzare l’esercizio delle operazioni di smaltimento e recupero di rifiuti, anche pericolosi. Può procedere con ordinanza, sentita la Regione Lazio, che ha 15 giorni per esprimersi. “Non siamo contrari alle norme straordinarie per attribuire più poteri al sindaco di Roma, ma abbiamo chiesto che questi nuovi impianti, in linea con la normativa europea, fossero di nuova tecnologia: dunque eco-sostenibili, non inceneritori”, ha spiegato Patuanelli motivando il no del M5s a tutto il provvedimento. “Abbiamo proposto di stralciare quella norma, di inserirla in un altro decreto, di aggiustarla. Tutto questo ci è stato negato. Così la transizione ecologica rimane solo sulla carta”. La scelta di inserire nel decreto Aiuti la norma che concede poteri commissariali al sindaco di Roma per la costruzione degli inceneritori “non poteva e non potrà trovare d’accordo il Movimento 5 Stelle. Siamo rammaricati dal fatto che non siano state accolte le nostre proposte di modifica, orientate a dare priorità a una raccolta differenziata efficace e ad impianti davvero utili”, scrivono in una nota i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Ambiente.

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