Con Elon Musk gli americani dovrebbero comportarsi come i cinesi hanno fatto con Jack Ma. Quando si eccede con le manie di grandezza e l’esibizionismo narcisistico, non c’è appiglio ai valori di democrazia e libero mercato che tenga (vale solo per l’Occidente, ovvio). Chi ha avuto buone idee imprenditoriali ma poi all’improvviso vuole controllare il mondo va fermato. Il miliardario patron di Ali Baba è sparito nel nulla, in stile pechinese: aveva esagerato con un Ipo da $21 miliardi (e soprattutto le critiche al governo). Musk invece è libero e lotta insieme a voi, ma certo non per voi. Nessuno l’ha ancora bloccato. Ma accadrà.

Il takeover di Twitter per la folle cifra di 44 miliardi di dollari da parte dell’uomo più ricco del mondo (patrimonio stimato: $268 miliardi), fondatore di Tesla e di SpaceX, è un atto di pura megalomania. Solo un pazzo pagherebbe una tale somma per far parlare di sé e influenzare il dibattito pubblico, acquisendo una piattaforma social che è un colabrodo finanziario e un collettore di pulsioni collettive (c’è molto odio ma, diciamolo, anche qualche traccia di quoziente d’intelligenza).

Attenzione, non sto facendo il discorsetto politicamente corretto del tipo: “Con l’acquisto di Twitter da parte di Musk sono spaventato dall’impatto sulla società e la politica, perché la democrazia sopravviva, abbiamo bisogno di più moderazione dei contenuti, non meno”. Il mio j’accuse non riguarda la libertà di parola, la censura o il controllo dei social. Il punto è un altro: credo sia scandaloso che un singolo individuo possa accumulare tanto denaro, la dico tutta, non dovrebbe nemmeno essere consentita la lista dei miliardari di Forbes. La trovo una forma perversa di malattia della nostra società (al pari dell’acquisto di armi con il conseguente bellicismo dilagante).

Quei quarantaquattro miliardi di dollari avrebbero potuto essere utilizzati in ben altro modo. Nessuno può essere contrario ad attività per migliorare le condizioni di vita di decine di milioni di persone, combattere i virus e le pandemie, investire in scienza e medicina, un po’ come fanno Bill Gates (per questo odiato dai cospirazionisti della alt-right) e Warren Buffett, che per cause filantropiche donano il 90% del loro patrimonio miliardario. Posso dire che non mi piace una democrazia che dia la libertà all’uomo più ricco del mondo non solo di arrivare a quei livelli inutili e inopportuni di arricchimento, ma soprattutto di giocare col suo denaro in preda a un banale delirio di onnipotenza? Ai prevedibili insulti dei fanatici liberali e pseudo liberisti sussidiati dallo stato che dicono “uno con i suoi soldi fa quello che vuole”, rispondo citando Elizabeth Warren, senatrice americana progressista, la quale in un tweet (già) dopo l’annuncio del takeover ha scritto: “Questo accordo è pericoloso per la democrazia. Miliardari come Elon Musk giocano secondo regole diverse da quelle di tutti gli altri, accumulando potere per il proprio guadagno. Abbiamo bisogno di una tassa sulla ricchezza e di regole forti per ritenere le Big Tech responsabili”.

Sì, Musk fa parte del manipolo di miliardari trumpiani populisti di destra come Peter Thiel, in lotta contro l’establishment della Silicon Valley e del Congresso. Personalmente suppongo non ci sia altro motivo nell’operazione Twitter, che Musk voglia farne la sua personale piattaforma per condizionare le prossime elezioni per la Casa Bianca del 2024. Ne vedete altri? Nessuno, comunque, che conservi un minimo di buon senso crede alle sue pompose dichiarazioni sul free speech come molla per l’acquisizione.

Tra l’altro Elon è un censuratore sperimentato e provetto, in futuro darà la parola anche ai suoi peggiori critici – sostiene – ma si sa in partenza che non è così, i doppi standard in gioco sono piuttosto ovvi. “Quando l’ho criticato per le violazioni ai diritti dei lavoratori alla Tesla, mi ha bloccato“, ha scritto Robert Reich, ex ministro del Lavoro di Bill Clinton e professore all’Università di Berkeley. “E quando uno studente universitario ha aperto un account Twitter per tracciare il suo aereo privato, lui ha cercato di comprarlo, prima di bloccarlo. Vi sembra un assolutista della libertà di parola?”.

In conclusione, volete uno slogan (o sottotitolo) per questo post? Eccolo: tassare i grandi ricchi e, soprattutto, impedirgli di avere voce in politica. Una prece per Jack Ma.

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