Madrid e L’Aja, da sempre contrapposte nel dibattito sulla riforma del Patto di stabilità, presenteranno all’Eurogruppo a Lussemburgo un non-paper congiunto per chiedere nuove regole di rientro del debitospecifiche per Paese” e “realistiche” rispetto all’attuale norma che prevede la riduzione di un ventesimo all’anno del debito eccedente il 60% del Pil. Il documento sarà presentato dalle ministre dell’Economia dei due Paesi Nadia Calvino e Sigrid Kaag, dalla quale già a gennaio era arrivato un segno di rottura rispetto al fronte dei frugali con l’auspicio di trovare un “terreno comune”. Nel documento, di cui dà notizia Politico.eu, Spagna e Paesi Bassi propongono la trasformazione degli obiettivi di medio termine in “una semplice regola di spesa” facile da far rispettare e più anticiclica e chiedono agli Stati membri di preparare “cuscinetti” nei bilanci per assorbire eventuali nuovi choc.

Nel documento si enfatizza l’importanza di avere “investimenti pubblici di alta qualità” per raggiungere gli obiettivi della transizione verde e di quella digitale ma non si scrive mai che debbano avere un trattamento differente ai fini del calcolo del deficit, a differenza del paper del consigliere di Mario Draghi Francesco Giavazzi con Veronica Guerrieri, Guido Lorenzoni e Charles-Henri Weymuller presentato proprio oggi in commissione Bilancio alla Camera e su cui si è basato l’intervento a quattro mani del premier italiano con il presidente francese Emmanuel Macron pubblicato a dicembre sul Financial Times. Si legge poi che se un governo non rispetta i parametri ci dovrebbero essere “salvaguardie” europee per “assicurare standard minimi” e sanzioni in caso di mancata osservanza delle regole.

Il paper è vago e non chiaro, sottolinea Politico, su diversi punti tra cui “se le attuali regole del debito dovrebbero essere sostituite o solo integrate“, forse in un tentativo di “sdrammatizzare queste regole diventate un feticcio” o di superare le resistenze dei Paesi che “non potrebbero concordare su quel punto”. Ma è già una notizia il fatto che la Spagna, che sulla riforma del patto ha sempre fatto fronte comune con il resto dei Paesi indebitati del Sud Europa, faccia ora squadra con il Paese guidato da uno dei leader dei frugali, Mark Rutte, grande oppositore dell’emissione di debito comune per finanziare il Recovery plan.

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