Più contagiosa, con un’incubazione più rapida, ma con sintomi meno gravi rispetto alla Delta. Questi sono le caratteristiche della variante Omicron. Che però ora “compete” con le mutazioni sorelle Ba2 e Ba3. L’incubazione varia sempre tra 2-3 giorni. Considerando che il periodo di incubazione mediano del coronavirus originario era stato descritto come uguale o superiore a 5 giorni e risulta più vicino a 4 giorni per la variante Delta, i tempi di Omicron appaiono quindi accelerati rispetto alle altre mutazioni.

I sintomi più comuni riportati sono naso che cola, mal di testa, stanchezza con dolori muscolari, starnuti e mal di gola. Vengono segnalati casi di nausea e diarrea. Questi ultimi due sintomi sono più accentuati con Omicron 2: più intensi anche il mal di gola, la febbre dura di più anche nei soggetti vaccinati. Con Omicron rispetto alla versione ‘tradizionale’ del Covid, associato in particolare alla variante Delta, appaiono meno frequenti le segnalazioni alla perdita di olfatto e gusto, sintomi ‘spia’ della malattia nelle precedenti ondate.

La versione 3 della variante Omicron è molto più contagiosa della 1 e pressoché come la 2.”Le nuove varianti Omicron, la 2 e la 3 sono contagiosissime, molto più della prima. Da fine mese (il 31 marzo finisce lo stato di emergenza, ndr) non si devono aprire i rubinetti istantaneamente, sarebbe meglio che l’utilizzo del Green Pass ed altre restrizioni rimanessero ancora e venissero tolte progressivamente dal 31 marzo” dice Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto ortopedico Galeazzi di Milano.

I sintomi della nuova variante Omicron 3 non differiscono molto dalla Omicron vera e propria. Si può accusare mal di testa, raffreddore o naso che cola, stanchezza, ma anche febbre o mal di gola. La Omicron 3 è una variante che differisce poco dalla 2 ed è ancora poco presente in Italia. Grazie al fatto che la stragrande maggioranza delle persone oggi sono vaccinate, i sintomi più comuni con cui si presenta Omicron sono fortunatamente i più leggeri. C’è sempre un coinvolgimento delle vie aeree superiori, quindi naso e gola, che è maggiore rispetto a quello dei polmoni. A livello di aggressività e di risposta ai vaccini non ci sarebbe differenza. “Hanno effetti identici, ovvero sono varianti gemelle”, sottolinea Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, che evidenzia come “i vaccini funzionano”.

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