Niente Tchaikovsky per la filarmonica di Cardiff. Se non fosse addirittura il Guardian a definirla una scelta “ridicola”, talmente assuefatti dalla naturale rimozione della cultura russa non ci faremmo nemmeno caso. Ma la Cardiff Philharmonic Orchestra ha ufficialmente rimosso il compositore russo Tchaikovsky dal suo prossimo programma a causa del conflitto in Ucraina. Si tratta dell’Ouverture del 1812 di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, che celebra la difesa della Russia contro l’invasione di Napoleone e che doveva essere inclusa nel concerto dell’orchestra Tchaikovsky alla St David’s Hall il 18 marzo..

L’intero programma è stata cancellato per sostituirlo con un altro. Sul sito web della St. David’s Hall si legge che il motivo è riconducibile agli “eventi accaduti in Ucraina”. “Alla luce della recente invasione russa dell’Ucraina, l’Orchestra Filarmonica di Cardiff, con l’accordo della St David’s Hall, ritiene che il programma precedentemente pubblicizzato, inclusa l’Ouverture del 1812, sia inappropriato in questo momento”. Tchaikovsky finisce quindi nel dimenticatoio antirusso mentre entrano nel concerto del 18 marzo la sinfonia n. 8 di Antonín Dvořák, l’ouverture dei Cowboys di John Williams e un’esecuzione delle variazioni Enigma di Edward Elgar. Tante le reazioni online di sberleffo e dileggio.

Molti nomi noti, come il comico Geoff Norcott, hanno criticato sbertucciandola, la scelta della filarmonica di Cardiff. Il Guardian riporta parecchie reazioni del mondo della cultura musicale anglosassone come quella del violoncellista Max Weiss, editore della rivista Baltimora: “Sabato abbiamo tenuto il nostro concerto degli HSO. Abbiamo iniziato il programma, opportunamente, con l’inno nazionale ucraino. Abbiamo poi suonato il Concerto per pianoforte n. 1 di Ciajkovskij”. Matt Duss, il consigliere per la politica estera dell’ex candidato alla presidenza degli Stati Uniti Bernie Sanders, ha affermato che la mossa dell’orchestra è stata “doppiamente assurda perché Čajkovskij ha trascorso molto tempo in Ucraina e ha incorporato molta musica e storie popolari ucraine nel suo lavoro”. Billy Binion, editore della rivista statunitense Reason, ha twittato: “Ciajkovskij è morto più di un secolo fa. Abbiamo perso la testa. Ciajkovskij ha composto alcune delle musiche più ricche e toccanti che abbia mai sentito. Ne abbiamo bisogno di più in tempi come questi, non di meno”.

Martin May, il direttore dell’orchestra che suonerà il 18 marzo, ha spiegato il contesto dietro la decisione presa: “Un membro dell’orchestra ha una famiglia direttamente coinvolta nella situazione ucraina e stiamo cercando di rispettare tale situazione nell’immediato. C‘erano anche due pezzi a tema militare come parte del programma che ritenevamo particolarmente inappropriati in questo momento“. Poi ha aggiunto: “Non abbiamo in programma di cambiare i nostri programmi estivi e autunnali che contengono brani di Rachmaninoff, Prokofiev e Rimsky-Korsakof. Quindi questa è una decisione una tantum presa con le migliori intenzioni e non c’è intenzione di escludere Čajkovskij in particolare. È uno dei miei compositori preferiti”.

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