Stellantis sta pianificando un aumento al 75% della sua partecipazione nella joint venture cinese con il Guangzhou Automobile Group (GAC), nata nel 2010. “Un cambiamento possibile grazie al nuovo quadro normativo che consente ulteriori investimenti stranieri nelle joint venture esistenti”, si legge in una nota diramata dall’azienda. L’acquisizione di una quota di maggioranza avverrebbe nell’ambito di una strategia che mira a rafforzare la propria presenza sul mercato più importante del mondo. Dove sia PSA che FCA, le due anime del gruppo, avevano sempre faticato nel conquistare i consumatori locali, e dove nonostante la fusione la quota di mercato rispetto alla concorrenza rimane bassa.

Eppure le potenzialità ci sono. Secondo gli analisti, marchi con l’appeal di Maserati e soprattutto di Jeep (per la cui distribuzione si era annunciata la creazione di una struttura semplificata) hanno buone possibilità di successo sul mercato locale, senza contare che Stellantis potrebbe usare la Cina come base per le esportazioni verso il resto dell’Asia, o approfondire i suoi legami con Foxconn che vadano oltre la attuale joint venture.

Comunque sia, la risoluzione della cosiddetta “questione cinese” è una priorità per Stellantis, a cui l’amministratore delegato Carlos Tavares dovrà riservare la maggior attenzione possibile. Già dal primo marzo prossimo, quando presenterà il nuovo piano strategico globale dell’azienda e magari formalizzerà l’aumento di “peso” del sodalizio franco-italiano nella joint venture con GAC. Che tuttavia rimane soggetto all’approvazione del governo cinese.

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