I positivi non potranno esprimere il proprio voto, mentre i non vaccinati si potranno presentare in aula per dare la propria preferenza se in possesso almeno del green pass base. Con il voto per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica che si avvicina e il timore che l’ondata di coronavirus dovuta alla variante Omicron possa influenzare l’elezione del prossimo capo dello Stato, il presidente della Camera, Roberto Fico, intervistato a In mezz’ora in più, su Rai3, anticipa quelle che saranno le regole con le quali i parlamentari andranno al voto, anche se su alcuni aspetti si sta ancora discutendo.

Eleggere il capo dello Stato in tempi di grande pandemia “è una grande responsabilità – ha dichiarato – Abbiamo appena finito i protocolli di sicurezza. In aula saranno presenti per votare 50 parlamentari alla volta che, una volta espressa la propria preferenza, usciranno”, spiega. Questa volta non ci saranno i ‘catafalchi’, ma “una cabina un po’ più grande che è più facilmente sanificabile e più sicura. Nessuna tendina ma un po’ più cabina elettorale”, aggiunge.

Resta da capire chi, però, potrà esprimere il proprio voto. E il primo punto riguarda i parlamentari positivi al coronavirus: “I positivi in questo momento a norma di legge non possono votare. Abbiamo avuto una conferenza dei capigruppo dove è stato sollevato questo problema e ne abbiamo una anche domani. L’istruttoria continua. Questa decisione non comporta alcuna violazione della procedura né costituzionale. In questo momento di emergenza sanitaria conclamata non dobbiamo dare messaggi sbagliati alla cittadinanza, fermo restando che ne discuteremo ancora”.

Anche perché, al momento, secondo i dati forniti dallo stesso Fico sono ben 29 i deputati positivi, mentre tra i 6 e gli 8 quelli infettati in Senato: “Alla Camera ora i positivi sono 29, con una curva in discesa. Al senato non conosco i numeri precisi, ma sono tra i sei e gli otto, ma sempre in discesa – ha continuato – Anche per l’elezione di Mattarella ci furono numeri consistenti di parlamentari che non votarono, tra i 30 e i 50”.

Un caso diverso è rappresentato invece da coloro che non si sono vaccinati, ma che potranno accedere all’aula esibendo un tampone negativo: “Il non vaccinato oggi alla Camera può entrare con il tampone, quindi può venire a votare perché alla Camera entri con il green pass, ma solo nel palazzo e in Aula, mentre nel ristorante o al bar devi entrare con il green pass rafforzato. Se è possibile che qualcuno sfugga ai controlli? Alla Camera tu entri con il tampone, per forza”, risponde.

L’esponente del Movimento 5 Stelle passa poi alle valutazioni di tipo politico, dicendo di sperare che, vista anche la situazione nella quale versa il Paese da un punto di vista sanitario, si riesca ad arrivare all’elezione in breve tempo: “È già annunciato che sarà una votazione al giorno, potrebbe essere cambiata nella capigruppo congiunta ma in linea di massima già si sa che sarà così. Certo allunga un po’ i tempi”, ma per l’elezione del nuovo capo dello Stato “ogni votazione è buona”. Anche perché arrivare al 3 febbraio, alla scadenza del mandato di Sergio Mattarella, “sarebbe un po’ sui generis. Io sono fiducioso perché ci sono tante votazioni” e “si vota a oltranza”, anche il sabato e la domenica, ha spiegato Fico. In caso di mancata elezione, a subentrare al capo dello Stato sarebbe Elisabetta Casellati, la presidente del Senato e seconda carica dello Stato: “C’è un dibattito tra i costituzionalisti ma io vedo meno la proroga e più l’incarico al presidente del Senato come presidente per qualche giorno. C’è un dibattito ma mi sembra un po’ meno probabile la prorogatio“.

Fico ha poi fatto appello alle forze politiche: “Spero che abbiano fino in fondo la responsabilità, come è stato in questi due anni, per arrivare a un nome il più possibile condiviso“. E chiede un “profilo di alta moralità, aderente alla nostra Costituzione e ai principi e valori forti che rappresentano in tutto e per tutto il nostro Paese, che è un Paese dove c’è una grande civiltà. Un presidente deve essere ancorato a questi valori di una grande Repubblica, troppo spesso bistrattata. Ce ne sono molti” che rispondano a questo profilo.

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