Più forti dello Shakthar Donetsk, e non ci vuole molto di questi tempi visto il punticino raggranellato dalla formazione di De Zerbi nelle sue 5 partite. Più forti del destino, e questa è un’altra storia. Della maledizione dello 0-0, che da oltre un anno perseguitava i nerazzurri. E hai voglia a convincerli che la malasorte non esiste, dopo tre partite e mezzo inchiodate a reti bianche, tra gol annullati, occasioni sciupate e miracoli del portiere avversario. Ma non stavolta. Stavolta l’Inter è da Champions. Finalmente. Non fallisce la sua occasione, batte 2-0 in casa gli ucraini, vede gli ottavi di finale, trascinata dalla doppietta di Edin Dzeko, ma sarebbe riduttivo soffermarsi sui gol del bosniaco in un gara dominata, tremando solo per il passato, senza rischiare mai.

Può essere lo snodo della stagione per la squadra di Inzaghi. Se lo è stato per davvero lo dirà il tempo, ma certo erano due partite decisive, per lo scudetto e per la coppa, e i nerazzurri le hanno vinte entrambe. Dopo il fondamentale successo col Napoli arrivavano in fiducia al match con lo Shakthar. E si è visto. Inzaghi conferma in blocco l’undici di domenica con la sola eccezione di Dzeko al posto di Correa, a dimostrazione che sta delineando la sua formazione tipo.

Era la classica gara in cui tu hai tutto e gli avversari nulla da perdere, ma l’Inter l’ha affrontata nel modo giusto. Spingendo dall’inizio a fino a quando ne ha avuto, cioè quasi fino alla fine, scacciando brutti pensieri con la forza delle idee e del talento. Belle combinazioni, baricentro alto, dominio del campo. Già il primo tempo avrebbe potuto essere una goleada. Dopo venti minuti di studio Perisic segna, ma su assist di Darmian in fuorigioco (millimetrico), Dzeko divora una clamorosa occasione frutto del pressing nerazzurro, pure Lautaro si allunga la palla solo davanti al portiere, che quando non sbagliano i nerazzurri fa i miracoli. All’intervallo è piovuta una grandinata di occasioni. L’Inter potrebbe aver dilagato, invece va a riposo ancora sullo 0-0.

È come se l’Europa e mettesse sempre un po’ di soggezione ai campioni d’Italia che sono tornati a vincere in Serie A ma fuori dai confini non passano il girone da un decennio. Diversamente che in passato stavolta i nerazzurri non stanno nemmeno steccando. Manca solo il gol. Ma non è poco. Quando Lautaro fa crollare San Siro con un eurogol al volo, ci si mette pure l’arbitro che annulla per un fallo veniale.

I tifosi cominciano a ricordarsi degli ultimi tre 0-0 consecutivi contro lo Shakthar, che già una volta sono costati la qualificazione. Sembra davvero una maledizione. Ma l’Inter la sfonda con il cuore, la testa e anche la tecnica: un’azione perfetta, che parte dalla difesa e arriva fino in porta, con la conclusione decisiva di Dzeko. Fatto il primo, sfatato il tabù, arriva anche il secondo: ancora con il bosniaco, su assist di Perisic, davvero incontenibile sulla sinistra.

Solo nel finale l’Inter cala ancora, come contro Milan e Napoli, fisiologicamente ma un po’ troppo. Concede un palo clamoroso a Dodò, rischia qualcosa ma neanche troppo. Inzaghi potrà lavorare anche su questo ma intanto si gode la sua squadra. E possono già festeggiare: lo Sheriff Tiraspol affonda 0-3 con il Real Madrid ed è qualificazione matematica agli ottavi dopo un decennio. E adesso la sfida con il Real al Bernabeu può valere addirittura il primo posto. Sarà comunque un’altra grande partita, per questa Inter che sta imparando a giocarle.

Twitter: @lVendemiale

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