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M5s e i presunti fondi dal Venezuela, l’ex capo dei servizi di Caracas interrogato dai pm di Milano chiede “garanzie”

Nell'interrogatorio con i magistrati italiani, volati a Madrid il 16 novembre per sentirlo, da Hugo Armando Carvajal è arrivata qualche indicazione utile ma non conferme precise e documentate. L'ex 007 ha confermato quanto già sostenuto dal giornale Abc: una valigetta con 3,5 milioni consegnata dal console venezuelano a Casaleggio. Secondo il sito del quotidiano El Confidencial, ha anche sostenuto che il flusso di denaro tra Caracas e il Movimento 5 Stelle è continuato fino al 2017. Sia il console che Casaleggio junior hanno smentito, denunciando Carvajal
M5s e i presunti fondi dal Venezuela, l’ex capo dei servizi di Caracas interrogato dai pm di Milano chiede “garanzie”
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Vuole “garanzie“. E’ quello che ha chiesto Hugo Armando Carvajal, ex generale dei servizi segreti del Venezuela, ai pm della procura di Milano che il 16 novembre sono volati a Madrid per interrogarlo. In pratica l’ex 007, detto “el Pollo“, ha chiesto protezione in cambio di nuove informazioni utili all’indagine sui presunti fondi del Venezuela al Movimento 5 stelle. L’inchiesta è stata aperta dalla procura di Milano dopo l’articolo del quotidiano spagnolo Abc, del giugno 2020: è condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza ed è coordinata dall’aggiunto Maurizio Romanelli e dalla sostituta Cristiana Roveda.

Nel corso dell’audizione davanti ai pm milanesi, che avevano inoltrato un ordine di investigazione europeo per sentirlo, dall’ex uomo dei servizi di Caracas è arrivata qualche indicazione utile ma non conferme precise e documentate. Che tipo di indicazioni utili? “El pollo” ha confermato quanto sostenuto quotidiano spagnolo Abc, che aveva pubblicato un presunto documento dei servizi segreti di Caracas, in cui Carvajal era indicato come il destinatario. E cioè che la valigetta con 3,5 milioni di euro proveniente da Caracas è stata consegnata a Gianroberto Casaleggio dal console del Venezuela a Milano, Gian Carlo Di Martino, nel 2010. Per questo motivo Di Martino è indagato a Milano per riciclaggio e finanziamento. All’epoca della pubbblicazione dell’articolo di Abc, il console aveva smentito tutto: “Non è mai successo, è tutto falso quello che è stato scritto”. Casaleggio, invece, come è noto è morto nel 2016: il figlio Davide ha ribadito la totale estraneità ai fatti del padre e denunciato l’ex capo degli 007 venezuelani.

Ma Carvajal – secondo il sito del quotidiano El Confidencial – ha sostenuto anche che il flusso di denaro tra il Venezuela e il Movimento 5 Stelle è continuato fino al 2017. L’ex 007 ha anche depositato uno scritto, cioè una sorta di memoria ma ha spiegato di volere “garanzie” prima di raccontare altro. Cosa intende l’ex 007 con “garanzie”? In prima battuta Carvajal ha chiesto l’asilo politico nel nostro Paese, dopo che analoga richiesta è stata rigettata da Madrid. La procura di Milano non può prendere in considerazione questo tipo di istanza. Può valutare, invece, altre forma di protezione in relazione alle sue dichiarazioni. Si tratterebbe di un iter complesso visto che Carvajal è stato arrestato in Spagna in attesa di estradizione verso gli Usa, dove è accusato di narcotraffico. L’ex generale è stato sentito dai magistrati milanesi davanti ai giudici spagnoli, alla presenza anche di un procuratore di Madrid e assistito dal suo legale. Agli stessi giudici spagnoli “El Pollo” aveva già rilasciato dichiarazioni su presunti finanziamenti da parte del Venezuela a movimenti in vari Paesi, tra cui i Cinque stelle e Podemos. Dopo l’interrogatorio, gli inquirenti italiani stanno valutando la possibilità di sentirlo ancora o di acquisire eventuali dichiarazioni che renderà ancora in Spagna.

AGGIORNAMENTO – Precisiamo che l’inchiesta penale avviata dalla Procura di Milano sui presunti fondi venezuelani arrivati al Movimento 5 stelle e scaturita dall’articolo pubblicato dal quotidiano spagnolo Abc il 15 giugno 2020, è stata poi archiviata. Inoltre, la società editrice del quotidiano ed il giornalista autore di quell’articolo sono stati condannati a risarcire il figlio di Gianroberto, Davide Casaleggio, che aveva intentato una causa per diffamazione nei loro confronti. Nella sentenza della Corte d’Appello di Milano, in particolare, si legge che l’articolo si basava su un “documento”, di presunti servizi segreti venezuelani, “poi risultato falso”.

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