Addestrati per diventare guerrieri” e colpire senza rischiare di essere identificati. L’eterogeneo mondo dei no vax-no green pass ha subito un nuovo blitz. La polizia ha eseguito 29 perquisizioni, 24 disposte dalla procura di Genova e 5 a Firenze, a carico di appartenenti a gruppi molto attivi su canali Telegram. Agli indagati vengono contestati reati come la costituzione e partecipazione ad associazione segreta, ma anche istigazione, interruzione di pubblico servizio e associazione per delinquere finalizzata a compiere danneggiamenti. Già nel settembre 2021 Telegram aveva chiuso il canale “Basta dittatura”, dove erano stati pubblicati indirizzi e numeri di telefono di figure istituzionali, medici e redazioni di numerosi quotidiani. Le perquisizioni di questa mattina rientrano nell’indagine che sta accertando gli autori di minacce rivolte a esponenti delle istituzioni delle regioni Toscana e Liguria e a un medico infettivologo.

Per Genova l’azione di questa mattina è stata il frutto di un lavoro coordinato dalla Polizia postale in collaborazione con altri compartimenti regionali e con varie Digos del territorio, per cui la Direzione distrettuale antimafia (Dda), su input della Direzione centrale della polizia di prevenzione, ha deciso di perquisire i sospetti. A Firenze l’operazione è stata coordinata dalla Procura della repubblica e ancora dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione, e, stando alle ricostruzioni degli investigatori, si tratta di persone riconducibili al movimento “V_V”: sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a compiere danneggiamenti ed altri reati.

A fine agosto Ilfattoquotidiano.it, aveva raccontato le iniziative del canale Telegram che avevano ormai superato la protesta sui social arrivando allo stalking e fomentando comportamenti illegali. In primis le minacce al governo e ai politici, passando per medici e giornalisti. “Dobbiamo andare a prenderli a casa”. “Facciamoli cagare addosso”. “Impaliamola viva”. “Alla gogna in piazza”. Si leggeva nella chat – che con lo scambio di numeri telefono aveva importunato con decine di telefonate anche Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco – dove qualcuno aveva anche parlato di “proiettili” per Speranza.

Gli indagati erano “sottoposti a specifici programmi di reclutamento e addestramento”. Gli organizzatori agganciavano prima su Facebook gli utenti no vax e poi li invitavano su canali Telegram dove venivano mandati video su come organizzare azioni di sabotaggio o danneggiamenti senza essere scoperti. I proseliti, chiamati ‘guerrieri’, dovevano compiere azioni di vandalismo contro i centri vaccinali, sabotare la campagna vaccinale e pubblicare, in maniera coordinata e ad orari prestabiliti, tramite account falsi, post denigratori che prendevano di mira in particolare politici, infettivologi e giornalisti. Specifici programmi di reclutamento erano stati previsti per i no vax appartenenti alle categorie dei sanitari, degli insegnanti e degli appartenenti alle forze dell’ordine. L’inchiesta era partita la scorsa estate e tra le persone finite nel mirino dei gruppi c’erano anche il presidente della Regione Giovanni Toti e l’infettivologo Matteo Bassetti.

Il suggerimento per entrare in azione senza essere scoperti era semplice: “Muoversi sempre nei punti ciechi; l’importante è trovare una zona sicura senza telecamere; il problema delle telecamere non è tanto che ti riprendono in un determinato momento; ma che ti possono seguire se passano da un punto all’altro” scrivevano gli organizzatori del gruppo V.V che su canali segreti Telegram ideava azioni di sabotaggio e disturbo alla campagna vaccinale. “Quindi l’unica cosa che è veramente importante è avere un punto “isola”, e ancora: “Compio la mia azione con berretto, occhiali da sole, mascherina, vestito di nero, trovo zona lontana dalle telecamere dove levo berretto, occhiali, mascherina“.

A indicare a uno degli indagati gli hub vaccinali da colpire in Toscana era stato un dipendente della Asl fiorentina. In particolare, l’indagine ha evidenziato come un giovane, originario della provincia di Pisa, che ad agosto aveva vergato alcune scritte contro il centro vaccinale di Firenze “Nelson Mandela Forum”, fosse anche l’autore delle analoghe iniziative attuate in quegli stessi giorni a Pontedera ed Ospitaletto, nel pisano, oltre che ad Empoli, a Castelfiorentino e lungo la Strada di Grande Comunicazione Fi.Pi.Li, in territorio fiorentino. L’uomo aveva ricevuto informazioni sull’esatta dislocazione di centri vaccinali e drive through da un dipendente dell’Asl fiorentina ed aveva poi intrapreso il percorso tracciato dagli organizzatori di “V_V” per il compimento delle sue azioni. Indagini sono ancora in corso per identificare altri affiliati e i responsabili degli atti vandalici e di altri reati commessi dagli aderenti all’associazione.

Il gruppo, formato da quasi 20.000 persone, attivo su alcune delle principali piattaforme social, conta su 50 fra pagine, gruppi, canali e chat. Gli organizzatori avevano creato un sistema compartimentato, attivo soprattutto su Telegram, formato da cerchi concentrici con crescenti livelli di sicurezza e divisione di ruoli, il tutto finalizzato a far sfociare il dissenso verso l’attuale piano di contenimento della pandemia.

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