Metroid Dread si apre li dove eravamo rimasti l’ultima volta che avevamo visto Samus in azione, ben diciannove anni fa su Game Boy Advance: le schermate di gioco iniziali riassumono quello che avevamo vissuto nel capitolo precedente con l’infezione degli X nell’organismo della nostra eroina e la successiva distruzione di tutta la minaccia presente sul pianeta.

Come sempre, quando le cose sembrano calmarsi, la Federazione riceve uno strano messaggio che indica la presenza dei parassiti X sul pianeta ZDR; inviate inizialmente a verificare sono sette unità denominate E.M.M.I (Extraplanetary Multiform Mobile Identifier ), ma i robot virtualmente indistruttibili della federazione smettono di comunicare col comando centrale lasciando a Samus il compito di capire cosa stia succedendo sul pianeta.

Arrivata sul pianeta Samus scopre che c’è ben più di una minaccia nascosta e che gli E.M.M.I sono stati riprogrammati per darle la caccia, ed è proprio grazie a questo stratagemma della trama che Metroid si rinnova inserendo alcune meccaniche inedite: gli E.M.M.I indistruttibili e minacciosi sono messi a guardia di punti nevralgici rendendo la vita del giocatore tutt’altro che semplice, facendolo sentire costantemente sotto una minaccia da cui si può solo fuggire.

Ritorna anche la parata già introdotta nel remake di Metroid 2, donando a Dread un ritmo diverso dai suoi predecessori, molto più veloce e punitivo, ma assolutamente appagante per chi riesce ad apprendere perfettamente le meccaniche che il gioco ci insegna. La tensione durante l’esplorazione dei livelli di gioco è palpabile e ricorda le atmosfere di Alien di Ridley Scott, dando una nuova profondità a un gioco che ha fatto la storia dei videogame e rendendolo intrigante per i neofiti tanto quanto per i giocatori più navigati.

Graficamente splendido, Dread dimostra quanto si può spremere la Switch sopratutto se visto dallo schermo Oled della nuova versione della console di Nintendo, con ambientazioni claustrofobiche che rendono benissimo sia in modalità portatile sia nella risoluzioni più elevate di uno schermo 4k.

Samus Aran, ritorna ancora una volta a combattere nelle profondità delle galassie, ricordando a tutti quanto un gioco dalle meccaniche semplici possa essere iconico sotto molti aspetti, Metroid Dread è una di quelle esclusive che un possessore di Nintendo Switch non dovrebbe farsi scappare assolutamente.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Back 4 Blood: più caotico dei suoi antenati di cui modernizza meccaniche ed intelligenza artificiale. Qualche limite in single player

next