Non è la prima volta che accade un incidente mortale su un set cinematografico. Il ricordo infatti va subito a Brandon Lee. Il primogenito di Bruce Lee morì quando aveva 28 anni sul set de Il Corvo per un incidente che ricorda quello che sembra essere accaduto sul set di Rust nelle scorse ore. Lee morì sul set per un colpo sparato dal collega Michael Massee. La pistola dello sparo fatale era stata precedentemente caricata da alcuni lavoranti per una inquadratura nel dettaglio dell’arma carica con proiettili costruiti al volo togliendone innesco e polvere da sparo. Per errore ad uno dei proiettili non era stato tolto l’innesco e la pistola venne tenuta comunque carica anche dopo la scena girata. Quando il grilletto della pistola fu successivamente premuto, l’innesco rimasto ebbe abbastanza forza da spingere comunque l’ogiva fino a metà canna, inceppando l’arma. Nella scena fatale la pistola venne caricata con proiettili a salve ma l’esplosione del colpo per la scena della morte del protagonista non fece altro che spingere con forza l’ogiva precedentemente incastrata nella canna nel petto di Lee che poi morì all’ospedale dopo vani tentativi chirurgici.

Anche Jon-Erik Hexum, l’attore protagonista della serie tv Voyagers! morì sul set della serie Cover Up i 12 ottobre del 1984 puntandosi alla tempia un’arma di scena caricata a salve. Nessuna ogiva era presente in canna come nel caso di Lee, ma la pressione dello sparo provocò un’ulteriore pressione tale sul cranio di Hexum da frantumargli un osso. Frammenti ossei che poi andarono a conficcarsi nel cervello portando l’attore alla morte dopo sei giorni di coma. Il pilota acrobatico Art Scholl invece morì precipitando in volo nell’Oceano Pacifico mentre stava compiendo un’evoluzione acrobatica sul set di Top Gun il 16 settembre 1985. L’esperto pilota fungeva sia da stuntmen che da operatore visto che sul suo velivolo era impiantata una videocamera per i dettagli in soggettiva dal volo. L’aereo di Scholl e il suo corpo finirono inghiottiti nel Pacifico e mai più ritrovati. Scholl aveva 53 anni.

Stesso destino toccò a Paul Mantz, più volte pilota acrobatico per i film hollywoodiani, l’8 luglio del 1965. Mantz stava pilotando un aeroplano costruito per il film Il volo della fenice diretto da Robert Aldrich quando colpì una collinetta nel deserto dell’Arizona. Il velivolo si spezzò in due e successivamente si schiantò a terra. All’attrice 24enne Martha Mainsfeld toccò una fine ancor più atroce. Il 29 novembre del 1923 mentre girava in Texas The warren of Virginia, il suo abito prese fuoco dopo che un lavorante aveva gettato un fiammifero ancora accesso a pochi passi dalla scena. La donna morì il giorno seguente dopo che il fuoco le aveva divorato tutto il corpo ad esclusione del collo e del viso.

L’attore britannico Roy Kinnear, invece, morì nel 1989 durante le riprese a Toledo in Spagna de Il ritorno dei tre moschettieri diretto da Richard Lester, cadendo da cavallo. I familiari di Kinnear, noto caratterista che aveva già interpretato il ruolo di Planchet nei precedenti film della serie (film interpretati tra gli altri da Richard Chamberlain e Raquel Welch), citarono in giudizio la produzione in quanto diverse testimonianze oculari sul set confermarono come molte scene d’azione venivano girate in fretta senza adeguate misure di sicurezza per risparmiare tempo e denaro. Infine, diversi gli attori morti di infarto sul set proprio durante le riprese. Ne ricordiamo due in particolare: Tyrone Power, padre di Romina, che il 15 novembre del 1958 sul set de Il re Salomone e la regina di Saba dopo un duello con l’attore George Sanders venne colto da malore; e l’attore brillante John Ritter che ebbe un infarto negli studi californiani della Disney durante le prove del film 8 simple rules.

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