Era il 21 ottobre 1996 quando andò in onda la prima puntata di Un Posto al Sole. La soap opera di Rai 3, negli anni, ha visto passare tanti attori (17.000 quelli provinati) e raccontato molte storie (104.382 scene girate). Accanto a loro, al cast e alla squadra di lavoro: il pubblico. Il day-drama prodotto da Rai Fiction, Fremantle e il centro di produzione Rai di Napoli, ha collezionato ogni tipo di record: è stato il primo, nel suo genere, ad essere completamente realizzato in Italia ed è il più longevo, con uno share medio che sfiora il 7% con oltre un milione e mezzo di spettatori di media.

Eppure le vicende di Palazzo Palladini potrebbero essere anticipate alle 20 (al posto di Blob) o addirittura alle 18.30, per far posto ad una nuova striscia televisiva di Lucia Annunziata. “Invece di premiarci ci piazzano in un orario dalle tante incognite, a cui manca l’abituale zoccolo duro di persone che tornano dal lavoro. Sicuramente gli ascolti caleranno”, ha dichiarato al Corriere l’attore Patrizio Rispo (alias Raffaele Giordano, il portiere). E ancora: “Spostarci è da kamikaze, così come lo è minare la fidelizzazione faticosamente conquistata in 25 anni”. L’attore, insieme a Lorenzo Sarcinelli che recita nel ruolo del figlio Patrizio, ieri 20 ottobre è stato in Regione dove il presidente Vincenzo De Luca ha voluto fare un pubblico ringraziamento alla trasmissione per il quarto di secolo trasformatosi in promessa di “difesa di un prodotto di punta della nostra terra”.

Come riportato da Fanpage citando Il Mattino, anche Giovanni Minoli (uno degli ideatori della serie nonché direttore di Rai3 nel periodo in cui la soap opera aprì i battenti) ha commentato la notizia: “Un suicidio. Per cosa? Favorire un talk show con Lucia Annunziata? Lei ormai è la padrona assoluta della rete, eppure il suo programma non registra gli ascolti di Un Posto al Sole“. Infine ha concluso: “Non so qual è la giustificazione per questa decisione, sarebbe interessante conoscerla”.

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