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Referendum Giustizia

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Giustizia

21 Ottobre 2021

Ultimo aggiornamento: 15:19 del 21 Ottobre 2021

“Scelto il rito ordinario per Ciro Grillo e gli altri ragazzi imputati per violenza sessuale di gruppo”

di F. Q.
I quattro giovani, che negano le violenze, sono stati denunciati da una studentessa. Con questa scelta si rinuncia allo sconto di un terzo della pena
“Scelto il rito ordinario per Ciro Grillo e gli altri ragazzi imputati per violenza sessuale di gruppo”
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“Rito ordinario”. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, accusati da una 20enne di stupro di gruppo, hanno scelto di essere giudicati – qualora il gup di Tempio Pausania li rinviasse a giudizio – senza contare sulla possibilità di un sconto di un terzo della pena. Una scelta che però significa che la prova si formerà in dibattimento e che quanto agli atti davanti al giudice per l’udienza preliminare non verrà trasmesso al collegio.

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I fatti contestati sono avvenuti a Porto Cervo alle prime ore del 17 luglio 2019. Secondo l’accusa, i quattro hanno conosciuto la ragazza al Billionaire, locale in Costa Smeralda: intorno alle cinque del mattino, lei e un’amica hanno accettato un invito ad andare a fare una spaghettata. “Mi è venuto in mente di urlare, non è che non mi è venuto in mente, ma non ci riuscivo…“ ha raccontato agli inquirenti la studentessa. A un certo punto sarebbe stata costretta a bere vodka. “Mi hanno tenuto la testa e fatto bere metà bottiglia. La mia testa ha iniziato a girare, ma io ero abbastanza lucida ancora… la mia amica non c’era, questi due (Capitta e Lauria, ndr) mi hanno accompagnato in una stanza, mi hanno detto che potevo dormire lì, che potevo stare tranquilla”. Durante il sesso di gruppo riferisce che Capitta, Lauria e Grillo “si davano il cambio e dicevano “fai veloce, tocca a me”, e cose del genere. Io non riuscivo più a gridare, non avevo più forza nel corpo, ero distrutta. E dopo non so, ho visto nero, non so più cosa sia successo e mi sono risvegliata al mattino, in un altro letto e in un’altra stanza”.

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Dopo aver bevuto, aggiunge, “mi sentivo sulle nubi, non sentivo più le braccia e le gambe. Nel primo episodio sentivo dolore, qui era come se il mio corpo fosse anestetizzato“. A Ciro Grillo, Lauria e Capitta è contestato anche la violenza sessuale nei confronti dell’amica della studentessa, per una serie di foto scattate mentre lei dormiva. La studentessa presentò otto giorni dopo una denuncia ai carabinieri di Milano. Agli atti dell’inchiesta ci sono anche messaggi scambiati in chat in cui i quattro si vantano delle loro performance sessuali, parlando anche dei video girati all’insaputa della vittima. Gli imputati hanno sempre negato la violenza sostenendo che la studentessa fosse consenziente. Corsiglia ha spiegato di aver fatto sesso e di essersi addormentato e di non sapere cosa sia successo dopo.

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L'ULTIMO NUMERO - Marzo 2026 Chi sta uccidendo la satira?
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Adn Kronos
  • 19:34 - Bellini (Bellini Nautica): "Fondamentale supporto Regione Lombardia per nostro museo"

    Milano, 1 apr. (Adnkronos) - "Il sostegno da parte di Regione Lombardia" per la realizzazione di Museo Bellini, collezione privata barche d’epoca "è stato molto importante perché ci ha permesso di dare una giusta illuminazione alla location e al cartellone esterno, visibile a tutto il pubblico che verrà a visitare il museo e ha permesso di finanziare l'impianto di umidificazione e climatizzazione dell’ambiente, in quanto le barche in mogano hanno bisogno di costante umidità". Lo ha detto Romano Bellini, presidente di Bellini Nautica, in occasione della visita dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi presso le realtà d’impresa che hanno preso parte al bando per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali promosso dalla Regione. La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione, parte del Pr Fesr 2021-2027 (Programma regionale lombardo del Fondo europeo di sviluppo regionale), supera i 32 milioni di euro.

    Bellini Nautica è, infatti, tra le realtà imprenditoriali che hanno usufruito del bando Musei D‘impresa 2025, creato con l’intento di sostenere progetti di realizzazione e riqualificazione dei musei delle imprese lombarde con la finalità di salvaguardare il patrimonio tecnico-industriale e promuovere la cultura lombarda tramite la valorizzazione della storia dell’impresa stessa.

    Bellini Nautica, fondata nel 1960, è punto di riferimento nel panorama nautico internazionale. L’iniziativa di Bellini Nautica ha previsto l’implementazione di un percorso museale innovativo e immersivo (Museo Bellini, collezione privata barche d’epoca) che coniuga l’artigianalità storica con l’uso di tecnologie digitali, al fine di promuovere la cultura d’impresa, il design e l’ingegneria nautica. Questo bando, conclude Bellini, aiuta "la visibilità futura di questa eccellenza unica nel suo genere".

  • 19:33 - Guidesi (Regione Lombardia): "Realtà locali rispondono a scenario internazionale complesso"

    Milano, 1 apr. (Adnkronos) - "Il tessuto produttivo lombardo sta rispondendo" alle sfide poste dal complesso contesto internazionale attuale, pur scontando una "maggiore difficoltà" rispetto ad altre regioni, dal momento che "abbiamo un posizionamento internazionale trasversale ai diversi settori, da quello manifatturiero a quello dei servizi". E’ il commento dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, riguardo all’impatto sulle imprese lombarde dello scenario di tensioni ed instabilità a livello globale, in occasione della visita presso le aziende che hanno aderito al bando da 32 milioni di euro per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali, promosso dalla Regione nell’ambito del programma del Fondo europeo di sviluppo regionale.

    "Siamo molto influenzati, e purtroppo in questo caso negativamente, da tutto ciò che succede a livello internazionale - prosegue -. Le nostre aziende ed i nostri ecosistemi, però, sono da sempre capaci di rispondere con flessibilità e continuano a farlo al meglio", anche in un momento in cui "le contingenze economiche cambiano molto velocemente. Non nascondo però la grande preoccupazione dettata dal fattore inflazionistico, perché quando il costo dell'energia e del carburante è così ingente, cresce la preoccupazione riguardo la capacità di presidio rispetto ai consumi dei cittadini e alla competitività delle aziende".

    "Speriamo che le cose si stabilizzano e si calmino quanto prima - conclude -. Ne abbiamo un gran bisogno. Non abbiamo ancora dei dati ma le previsioni sono pessimistiche. La speranza è che, ancora una volta, la Lombardia ci sorprenda in positivo. Tutte le volte che parliamo di contingenze economiche future estremamente negative, poi i dati congiunturali dicono il contrario. Speriamo che succeda anche stavolta".

  • 19:27 - Guidesi (Regione Lombardia): "Dialogo con realtà locali è fondamentale"

    Milano, 1 apr. (Adnkronos) - Per le istituzioni e le aziende locali "momenti di dialogo come questo sono fondamentali. Come Regione ci si pone infatti l’obiettivo di aiutare le aziende, il lavoro e l'occupazione e per farlo è necessario conoscere i loro problemi, le esigenze e le proposte. Occasioni come questa sono inoltre un modo per far conoscere ciò che Regione Lombardia offre alle aziende e come queste ne hanno usufruito al fine di migliorarsi". Sono le dichiarazioni di Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, in occasione della visita presso le realtà d’impresa che hanno aderito al bando per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali promosso dalla Regione nell’ambito del programma del Fondo europeo di sviluppo regionale. La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione, parte del Pr Fesr 2021-2027 (Programma regionale lombardo del Fondo europeo di sviluppo regionale), supera i 32 milioni di euro.

    Si tratta quindi di "un gioco di squadra pubblico-privato" volto a per rafforzare il sistema economico e produttivo regionale, "che ha una valenza non solo economica - spiega l’assessore Guidesi - ma anche sociale e culturale, perché pienamente integrato con la nostra comunità".

    "Il dialogo sui territori è propedeutico e alla base del dialogo che stiamo attuando tra regioni europee - prosegue - perché se pretendiamo, giustamente, che la Commissione europea imposti la propria attività legislativa sulle reali esigenze che ci sono, dobbiamo farlo anche noi. Il modo migliore per farlo è andare sui territori, capire quali sono le esigenze e conoscere ciò che le aziende fanno - dalla formazione alla ricerca, dagli investimenti all'innovazione, fino ai processi di economia circolare, che sono già in atto e stanno dando ottimi risultati - per poi condividere queste informazioni con le altre regioni europee, facendo in modo che la condivisione sia sempre più centrale da un punto di vista istituzionale, portando la Commissione europea a cambiare un'impostazione che troppe volte mette in difficoltà la capacità di innovazione e di sviluppo delle nostre aziende".

  • 18:55 - Pax Silica, Helberg attacca i regolamenti Ue: "Così l’Europa resta indietro"

    (Adnkronos) - L’Europa non deve modificare l’AI Act per aderire alla Pax Silica, ma così com’è rischia di compromettere la propria capacità di competere nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale. È questo uno dei passaggi centrali del briefing con la stampa europea del sottosegretario di Stato americano per gli Affari economici, Jacob Helberg, che ha risposto alla domanda di Adnkronos sull’eventuale necessità di cambiare le regole europee per entrare nel nuovo club tecnologico promosso da Washington.

    Helberg è in viaggio tra Bruxelles, Parigi, Londra e L’Aia: i Paesi Bassi, dove ha sede il gigante Asml, sono l’unico Paese dell’Ue ad aver partecipato alla cerimonia della Pax Silica (ma non hanno ancora firmato l’adesione). “La Ue non dovrebbe cambiare l’AI Act per aderire a questa alleanza”, ha risposto Helberg all’Adnkronos, chiarendo subito che non esiste una condizione formale per l’ingresso. Tuttavia, ha aggiunto, “abbiamo serie preoccupazioni” sull’impianto della normativa europea: secondo l’amministrazione americana, l’effetto concreto non sarebbe quello di proteggere i cittadini, ma di proteggere il mercato europeo dalle aziende straniere, con il risultato di rallentare lo sviluppo interno. Una dinamica che, a suo giudizio, rischia di mantenere l’Europa “permanentemente indietro” in una trasformazione tecnologica paragonata per impatto alla rivoluzione industriale.

    La Pax Silica, di cui l'Adnkronos aveva parlato in questo articolo, è l’iniziativa lanciata dagli Stati Uniti per coordinare una rete di Paesi alleati lungo l’intera filiera dell’intelligenza artificiale: dai semiconduttori ai minerali critici, dall’energia all’hardware. Per Washington, si tratta di una piattaforma strategica per affrontare la competizione globale, in particolare con la Cina, e allo stesso tempo di un’opportunità economica concreta per i partner coinvolti. In questo quadro, l’Europa è considerata un attore chiave, non solo per il peso industriale, ma anche per le competenze tecnologiche diffuse in diversi Paesi membri.

    Helberg, rispondendo a giornalisti da tutta Europa, ha insistito più volte su questo punto, sottolineando che l’adesione alla Pax Silica è “fondamentalmente nell’interesse dell’Europa”, perché consentirebbe di “derivare valore da ogni livello della supply chain dell’AI” e di partecipare attivamente alla competizione globale. Allo stesso tempo, però, ha riconosciuto che il processo non sarà immediato. La Commissione europea non ha ancora ottenuto il mandato negoziale dai governi, e gli Stati Uniti non intendono accelerare senza prima affrontare le divergenze esistenti.

    “Vogliamo farlo bene, non correre”, ha detto, citando anche l’accordo già siglato con l’India su un’agenda esplicitamente orientata alla promozione dell’innovazione. È proprio questo approccio che Washington vorrebbe vedere anche nel dialogo con Bruxelles: una convergenza non solo industriale, ma anche regolatoria, o quantomeno compatibile. Su questo tema ha anche firmato, insieme all'ambasciatore americano presso l'Ue Andrew Puzder, un editoriale sul Wall Street Journal.

    In questo contesto si inserisce la critica più ampia all’impianto normativo europeo, che va oltre l’AI Act. Helberg ha indicato esplicitamente il Digital Markets Act come uno dei principali punti di frizione nel rapporto economico tra Stati Uniti e Unione europea. Secondo il sottosegretario, le multe alle aziende americane sono “onerose e punitive” e rischiano di assorbire una parte crescente dell’energia politica della relazione transatlantica, distogliendo l’attenzione da altre aree di cooperazione.

    “Il Dma sta consumando una quota sempre maggiore della relazione bilaterale”, ha affermato, sottolineando che senza questo elemento di tensione sarebbe possibile avanzare più rapidamente su dossier come la sicurezza delle catene di approvvigionamento, gli accordi industriali e la cooperazione tecnologica. Helberg ha comunque lasciato intendere che il dialogo è aperto e che esistono margini per “definire e disinnescare” le divergenze, anche alla luce dei contatti avuti con i rappresentanti della Commissione nelle stesse ore del briefing.

    Il passaggio più netto, però, riguarda la diagnosi sullo stato dell’economia europea. Helberg ha parlato apertamente di una situazione critica, definendola una “civilizational emergency”, echeggiando le parole del vicepresidente JD Vance, che aveva parlato di suicidio della civiltà europea. Nel suo ragionamento, l’Europa avrebbe già perso la grande ondata della rivoluzione digitale degli anni 2010 – quella delle piattaforme, del cloud e dei modelli di business tecnologici – e rischierebbe ora di restare indietro anche nella fase attuale, dominata dall’intelligenza artificiale.

    “Lo scarto accumulato sarà molto difficile da recuperare”, ha detto, spiegando che non si tratta di un ritardo colmabile in pochi anni, ma potenzialmente in una generazione. Ma il problema, secondo Washington, non è solo economico. È anche culturale e politico. Helberg ha criticato quella che definisce una sorta di adattamento alla stagnazione, un’accettazione implicita di tassi di crescita molto bassi in un contesto globale più dinamico.

    “Non è solo la stagnazione a preoccuparci, ma l’abitudine ad essa”, ha osservato, parlando di un “soft defeatism”, una forma di rassegnazione che abbassa progressivamente le aspettative. In questo quadro, la regolazione viene vista come uno dei fattori principali che hanno contribuito a frenare l’economia europea, rendendo più difficile l’assunzione di rischi e l’allocazione di capitale privato.

    Secondo Helberg, che è nato in Francia e ha raccontato che sua madre ha lavorato per anni alla Commissione europea, l’effetto complessivo è visibile sia nella crescita (prossima allo zero in un mondo che cresce intorno al 3%) sia nella progressiva riduzione del peso dell’Europa nell’economia globale. E, aggiunge, le conseguenze delle politiche regolatorie non si fermano alle aziende colpite direttamente. “Le multe sono sulle aziende americane, ma il costo reale lo pagano i cittadini europei”, ha detto, riferendosi all’impatto sugli investimenti e sull’innovazione.

    Nonostante il tono critico, il messaggio complessivo non è di rottura. Helberg ha più volte ribadito che gli Stati Uniti vogliono “un’Europa forte” e che la cooperazione transatlantica resta un pilastro strategico. Ha citato negoziati in corso su commercio, materie prime critiche e tecnologia, definiti “costruttivi”, e ha sottolineato le opportunità offerte dalla collaborazione industriale lungo le filiere globali.

    Allo stesso tempo, ha riconosciuto che le divergenze esistono e che, se non gestite, rischiano di rallentare il rapporto. La Pax Silica si inserisce proprio in questo spazio: da un lato come proposta di integrazione strategica, dall’altro come banco di prova politico sulla capacità dell’Europa di adattare (o meno) il proprio modello.

    In poche parole: per Washington l’Europa non deve cambiare le sue regole per entrare nella Pax Silica, ma senza un ripensamento più ampio del proprio approccio alla regolazione rischia di non essere in grado di sfruttarne appieno le opportunità. E, soprattutto, di restare ai margini della nuova fase dell’economia globale. (di Giorgio Rutelli)

  • 17:43 - Franzoni (Raffmetal): "Impianti più efficienti grazie a bando Regione Lombardia"

    Milano, 1 apr. (Adnkronos) - "Grazie a questo bando abbiamo efficientato i nostri impianti e potenziato l’economia circolare, da sempre la nostra finalità: infatti, abbiamo modificato l'impianto di recupero delle scorie saline e l'abbiamo reso molto più efficiente, ottenendo una riduzione dei consumi energetici e la restituzione di materiali più puliti, la quale contribuisce ulteriormente al taglio dei consumi grazie all’energia che si risparmia nei forni. Questo ha permesso anche il recupero totale delle code di lavorazione". Lo spiega Francesco Franzoni, amministratore delegato di Raffmetal, in occasione della visita dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi presso le realtà d’impresa che hanno preso parte al bando per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali promosso dalla Regione.

    La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione, parte del Pr Fesr 2021-2027 (Programma regionale lombardo del Fondo europeo di sviluppo regionale), supera i 32 milioni. Il bando intercetta la spinta all’innovazione e alla sostenibilità delle normative europee, "come il Green Deal", che pone le aziende davanti alla "necessità di migliorare" le proprie prestazioni. Per farlo "è indispensabile dotarsi di soluzioni ed elementi di impiantistica" nuovi, "che richiedono quindi un approccio di studio e un rapporto sereno con la Regione, la Provincia e con gli enti -aggiunge l'ad di Raffmetal, principale produttore europeo di leghe di alluminio da riciclo ottenute da rottami-. Regione Lombardia ha dimostrato di avere la sensibilità e l’attenzione di cui abbiamo bisogno per attraversare un momento complesso e sfidante come quello attuale".

    Una collaborazione destinata a continuare positivamente perché "presentarsi non come singola azienda, ma come sistema, e dunque come filiera, fa tutta la differenza. Un'esperienza positiva provata al nostro interno, grazie al bando potrà essere condivisa con tutta la filiera, diventando un vantaggio per tutti. La Regione ha fatto quindi una scelta molto lungimirante. Essere stati nominati capofiliera fa sì che abbiamo qualche passaggio burocratico in più, ma lo facciamo volentieri, perché siamo convinti che verremo ripagati dai risultati. I nostri clienti sono stati partner in questo percorso, con interventi variegati indirizzati verso l’energia rinnovabile, l’efficientamento e la creazione di un 'mondo nuovo', che ha bisogno di poter disporre di strutture e scelte diverse rispetto al passato", conclude Franzoni.

  • 17:40 - Malattia cronica da trapianto contro l'ospite, via libera Ue a belumosudil 

    Roma, 1 apr. (Adnkronos Salute) - La Commissione europea ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata per belumosudil come trattamento della malattia cronica da trapianto contro l'ospite (cGvhd) in pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 12 anni con un peso corporeo di almeno 40 kg. Il farmaco è indicato quando le altre opzioni terapeutiche forniscono un beneficio clinico limitato, non risultano adeguate o sono state esaurite. Lo annuncia Sanofi in una nota, precisando che l'Aic condizionata è subordinata al completamento di uno studio controllato randomizzato e confermativo. Il via libera Ue segue il parere positivo del Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema), pubblicato il 30 gennaio 2026.

    "La Gvhd cronica è una condizione grave e potenzialmente fatale che comporta un profondo impatto fisico ed emotivo a una popolazione rilevante di pazienti dopo il trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche - afferma Mohamad Mohty, professore di Ematologia e Head of the Haematology and Cellular Therapy Department all’Hôpital Saint-Antoine e Sorbonne University, Parigi - In tutta Europa, molti pazienti continuano ad affrontare sfide significative nella gestione di questa malattia, soprattutto quando le terapie esistenti non offrono un beneficio adeguato. Questa approvazione rappresenta un importante traguardo, offrendo una nuova opzione terapeutica che ha il potenziale di migliorare significativamente la vita dei pazienti". Dichiara Olivier Charmeil, Interim Ceo & Executive Vice President, General Medicines, Sanofi: "Quasi 1 paziente su 2 con Gvhd cronica necessita di un trattamento di terza linea, eppure le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti in Europa in questa fase avanzata della malattia sono ancora limitate. Ci impegniamo con continuità a supportare i pazienti con Gvhd cronica e i loro caregiver e siamo lieti di offrire questa nuova opzione terapeutica ai pazienti che vivono con questa condizione debilitante e a lungo termine".

    L'approvazione si basa sui risultati di sicurezza ed efficacia di diversi studi clinici e su dati di mondo reale, riporta la nota. Questi includono lo studio randomizzato e multicentrico di fase 2 ROCKstar (studio clinico NCT03640481), che ha dimostrato risposte clinicamente significative e durature con belumosudil per pazienti che vivono con Gvhd cronica dopo trapianto di cellule staminali e almeno due linee precedenti di terapia sistemica. Il trattamento è stato generalmente ben tollerato. Sotto l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata, Sanofi condurrà un nuovo studio confermativo, controllato e randomizzato. Nel 2019 il medicinale è stato designato come 'farmaco orfano' (usato nelle malattie rare) per il trattamento della malattia cronica da trapianto contro ospite. A seguito di questa Aic condizionata, il Chmp dell'Ema ha anche formalmente adottato un parere sul mantenimento dello status di designazione di farmaco orfano per belumosudil. Oltre all'Ue, belumosudil è approvato in 20 Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Canada, per il trattamento di pazienti di età pari o superiore a 12 anni con Gvhd cronica dopo fallimento di almeno due linee precedenti di terapia sistemica, e in Cina dopo il fallimento di una linea precedente di terapia sistemica. Da allora, più di 20mila pazienti affetti da Gvhd cronica sono stati trattati con belumosudil dalla sua prima approvazione negli Usa nel luglio 2021.

    Belumosudil - dettaglia la nota - è il primo inibitore selettivo di Rock2 (proteina chinasi-2 associata a Rho contenente un dominio coiled-coil) (Rock2i) di Sanofi. Ha dimostrato di apportare beneficio in diverse tipologie di pazienti affetti da malattia cronica del trapianto contro l'ospite dopo il fallimento di almeno due linee di terapia precedenti. Sanofi è impegnata a studiare la sicurezza e l'efficacia di belumosudil in altre fasce di età e indicazioni, anche attraverso studi in corso in pazienti pediatrici a partire da 1 anno di età con cGvhd che sono stati trattati con almeno due precedenti linee di terapia sistemica e in pazienti con disfunzione cronica da allotrapianto polmonare. Queste indicazioni aggiuntive sono attualmente in fase di studio e non sono state approvate dalle autorità regolatorie.

    ROCKstar è uno studio registrativo di fase 2, in aperto, non controllato, randomizzato e multicentrico che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di belumosudil in pazienti con malattia del trapianto contro l'ospite cronica che avevano ricevuto da due a 5 linee precedenti di terapia sistemica e necessitavano di terapia aggiuntiva. Un'analisi di follow-up di 3 anni, in aperto, dello studio ROCKstar ha valutato l'efficacia a lungo termine di belumosudil. Il trattamento consisteva in belumosudil 200 mg ed è stato somministrato continuativamente fino alla progressione clinicamente significativa della cGvhd o al manifestarsi di una tossicità inaccettabile. L'endpoint primario era il tasso di risposta complessiva (Overall response rate, Orr) a qualsiasi valutazione. I risultati dello studio hanno dimostrato un Orr migliore clinicamente significativo e statisticamente significativo del 74% in trattamento con belumosudil (n=77, Ic 95%, 63-83). Le reazioni avverse più comuni sono state affaticamento (46%), diarrea (35%), nausea (35%), dispnea (32%), tosse (30%) e infezioni delle vie respiratorie superiori (26%).

    La malattia cronica del trapianto contro l'ospite è una complicanza potenzialmente letale che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali (o trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche) in cui le cellule del donatore (graft) attaccano le cellule dell'ospite, portando a infiammazione e fibrosi (cicatrizzazione o ispessimento) che possono danneggiare molteplici tessuti e organi. La cGvhd compromette gravemente la vita e interessa fino al 50% dei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche. La cGvhd è considerata una delle principali cause di morbilità e mortalità tardiva non correlata a recidiva dopo il trapianto di cellule staminali. Le conseguenze sono di vasta portata, sia in termini di onere che può gravare sul benessere fisico ed emotivo dell'individuo, sia in termini di più ampio impatto socioeconomico.

  • 17:32 - Psoriasi, dati positivi per inibitore orale di Tyk2 di nuova generazione

    Roma, 1 apr. (Adnkronos Salute) - Aprono nuove prospettive per la cura della psoriasi a placche i nuovi risultati di 2 studi di Fase 3 su zasocitinib (Tak-279), inibitore orale di nuova generazione, altamente selettivo, della Tirosin-chinasi 2 (TYK2). Secondo i risultati dei trial Latitude PsO 3001 e 3002 presentati da Takeda al congresso 2026 dell’American Academy of Dermatology (AAD), in adulti con psoriasi a placche (PsO) da moderata a severa, il farmaco sperimentale - una compressa da assumere una volta al giorno - ha dimostrato, in circa il 70% dei pazienti trattati, elevati valori di cute libera da lesioni o quasi libera già a 16 settimane, valori superiori a placebo e apremilast, con mantenimento della risposta per oltre un anno e con un profilo di sicurezza coerente con gli studi di Fase 2b.

    “Il nostro obiettivo nel trattamento della psoriasi è ottenere una pelle libera o quasi libera da lesioni, e finora questo è stato raggiunto principalmente con terapie iniettabili - spiega Melinda Gooderham, dermatologa presso lo Skin Centre for Dermatology di Peterborough, Ontario, Canada e principal investigator degli studi Latitude PsO e autrice della presentazione - Questi risultati di efficacia e sicurezza dimostrano che è possibile ottenere una clearance cutanea rapida e duratura con una compressa una volta al giorno, evidenziando il potenziale di zasocitinib come opzione orale di riferimento per la psoriasi a placche”.

    Gli studi di Fase 3 Latitude PsO 3001 e 3002, randomizzati, multicentrici, in doppio cieco e controllati con placebo e comparatore attivo - dettaglia una nota - hanno arruolato complessivamente oltre 1800 pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave. Il disegno includeva sia il placebo che un comparatore attivo (apremilast). Oltre la metà dei soggetti trattati con zasocitinib ha raggiunto una pelle libera o quasi libera da lesioni - un punteggio di 0/1 nello static Physician Global Assessment (sPga) - alla settimana 16, una misura chiave di successo terapeutico. In particolare, il 71,4% e il 69,2% dei pazienti trattati con zasocitinib ha raggiunto un punteggio sPga pari a 0/1 rispetto al placebo (10,7% e 12,6%) e ad apremilast (32,1% e 29,7%) alla settimana 16. Il 61,3% e il 51,9% dei pazienti trattati ha raggiunto Pasi 90 - una riduzione di almeno il 90% vs basale nello Psoriasis Area and Severity Index - rispetto al placebo (5,0% e 4,0%) e ad apremilast (16,8% e 15,9%) alla settimana 16.

    Zasocitinib ha inoltre mostrato miglioramenti statisticamente significativi sulla completa liberazione da lesioni della pelle, un obiettivo terapeutico sempre più rilevante per i pazienti con psoriasi a placche. Il 39,9% e il 33,7% dei pazienti trattati con il farmaco sperimentale ha raggiunto un punteggio sPga pari a 0 rispetto al placebo (0,7% e 1,4%) e ad apremilast (8,0% e 6,5%). Il 33,4% e il 25,2% dei pazienti che hanno assunto il farmaco sperimentale hanno raggiunto Pasi 100 rispetto al placebo (0,7% e 1,1%) e ad apremilast (2,9% e 4,3%). Le risposte per gli endpoint co-primari e secondari chiave hanno continuato a migliorare fino alla settimana 24 in entrambi gli studi.

    Nello studio Latitude PsO 3002 - riferisce la nota - la rapidità della risposta è stata evidente già alla settimana 4 rispetto al placebo (PASI 75: 16,8% per zasocitinib vs 4,3% per placebo). Tra i pazienti che hanno raggiunto una risposta PASI 75, PASI 90 o sPga 0/1 alla settimana 40 e che hanno continuato il trattamento per tutta la durata dello studio, oltre il 90% ha mantenuto la risposta alla settimana 60. Zasocitinib è stato generalmente ben tollerato. Il profilo di sicurezza e tollerabilità negli studi di Fase 3 è rimasto coerente con gli studi precedenti.

    “I risultati di Fase 3 dimostrano che l’inibizione altamente selettiva di Tyk2 può offrire a molte persone con psoriasi a placche da moderata a severa la possibilità di ottenere una pelle libera o quasi libera da lesioni - sottolinea Chinwe Ukomadu, senior vice president and head, Gastrointestinal & Inflammation Therapeutic Area Unit at Takeda - I dati positivi evidenziano inoltre il potenziale di zasocitinib nel fornire risultati rapidi e duraturi con un profilo di sicurezza favorevole, coerente con gli studi di Fase 2b. Stiamo lavorando il più rapidamente possibile con le autorità regolatorie per portare avanti una possibile nuova opzione terapeutica per i pazienti che cercano un trattamento orale sicuro, efficace e conveniente”.

    Takeda prevede di avviare le procedure regolatorie negli Stati Uniti e in Europa nei prossimi mesi.

Adn Kronos www.adnkronos.com
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