La transizione all’elettrico è una scelta fatta dai Governi Europei che hanno indicato una scadenza nella pietra: il 2035 potrebbe essere l’anno in cui l’Europa dirà addio alle auto endotermiche. Un traguardo molto ambizioso costellato di dubbi e difficoltà per tutti i protagonisti coinvolti: dai consumatori ai produttori, dai concessionari agli altri attori dell’ecosistema elettrico. Un quadro ricco di interrogativi, analizzati nel 3° Osservatorio Mobilità e Sicurezza che quest’anno Continental Italia ha deciso di incentrare proprio sulle auto elettriche.

“Dall’Osservatorio 2021 emerge un problema reale di preparazione del consumatore dovuto alla poca chiarezza comunicativa che non abbatte i pregiudizi del pubblico. I dati emersi ci raccontano come i più favorevoli alla transizione siano i giovani, mentre le generazioni più adulte, che però hanno il maggiore potere d’acquisto, siano le più ostili al cambiamento. Occorre educare. Quando si parla di auto elettrica – spiega Alessandro De Martino, Amministratore Delegato di Continental Italia – è indispensabile vivere l’esperienza al volante”. Ad oggi solo un italiano su otto ha provato a guidare una BEV a fronte di diversi segmenti di mercato potenziali quali ad esempio coloro che vivono in provincia, in una casa autonoma con spazio per una colonnina e percorrono meno di 150 chilometri al giorno, pari circa al 71% degli intervistati.

Proprio perchè è importante mettersi al volante di una BEV, il ruolo dei concessionari è cruciale e devono reinventarsi, trasformandosi da puri venditori a consulenti di mobilità: “Tra gli italiani infatti, la voglia di provare “dal vivo” un’auto elettrica è alta, ma non tutte le concessionarie ad oggi offrono test-drive o hub logistici dove poter conoscere e “toccare” da vicino i veicoli elettrici”, dice Alessandra Ghisleri, direttrice dell’istituto di ricerca Euromedia Research, che ha indagato il vissuto, le percezioni, le aspettative dei consumatori nei confronti delle BEV.

Nonostante i tempi verso la nuova mobilità, secondo l’opinione comune, non saranno brevi, il 66,1% degli intervistati si dichiara potenzialmente interessato all’acquisto di un’auto elettrica (il 55,5%) o dice di essersi informato o di averne già una (il 10,6%). Dalle 3.000 interviste a connazionali maggiorenni tra i 18 e i 75 anni, sono emersi tre profili “tipo”. Ci sono gli “Interessati”: uomini che hanno un’auto di proprietà alimentata a benzina e percorrono tra gli 11 e i 50 km al giorno. Hanno un garage dove intallare una wall box, vivono al Sud e nei Comuni della Provincia e appartengono alla generazione Y. I “Curiosi” invece sono donne, appartenenti alla generazione Z, i residenti al Sud e nelle città di Provincia. Rientrano nel 68,9% degli intervistati che ha dichiarato di non aver avuto ancora l’occasione di guidare un’auto elettrica ma di essere interessato a farlo appena ne avrà l’opportunità. I “Disinteressati” sono i Baby Boomers (57-75 anni) che vivono in comuni di Provincia, in particolare nel Nord Ovest, senza un garage e percorrono meno di 10 km al giorno. Non hanno mai provato a guidare un’auto elettrica e non sarebbero interessati all’acquisto nemmeno in presenza di incentivi. Sono gli stessi che pensano che fra 10 anni il parco circolante sarà ancora a motore endotermico.

In generale gli italiani sembrano anche ben informati, infatti il 74,4% identificano correttamente le proposte BEV e ibride anche se, quando si parla di un veicolo ibrido plug-in, la percentuale scende al 47%. I più preparati restano coloro che hanno provato a guidare l’auto elettrica e sono disposti ad acquistarne una. Tra i punti di debolezza principali delle BEV c’è il fattore economico: il 62,8% dei consumatori dice di non avere un budget adeguato per poterne acquistare una e tre italiani su quattro tra coloro che si dichiarano non propensi a comprare un’auto elettrica non acquisterebbeo una BEV neanche con gli incentivi. Gli intervistati inoltre percepiscono i costi di manutenzione delle BEV superiori rispetto a quelli delle automobli con motore endotermico.

L’auto elettrica viene vista come soluzione in grado di portare grandi trasformazioni più avanti nel tempo: questo quello che pensa più del 29% degli intervistati, un’idea predominante nella generazione Z (18-26 anni) e X (42-56 anni) e tra coloro che, oltre ad essere interessati all’acquisto di un’auto elettrcia, risiedono in una città metropolitana del centro Italia.

Altri aspetti negativi, oltre al costo, sono l’autonomia limitata delle batterie (38,7%), la scarsa diffusione delle colonnine di ricarica (37,4%), la preoccupazione per lo smaltimento delle batterie, i tempi di ricarica troppo lunghi e l’eccessiva pianificazione che richiedono i viaggi a zero emissioni.

Ci sono, per contro, elementi positivi. Il 60% dei consumatori considera l’elettrico come la soluzione tecnologica in grado di risolvere i problemi dell’inquinamento ambientale, ma non quello della mobilità almeno per i prossimi 5 anni. Oltre a quello ambientale, altri punti di forza sono il comfort e la silenziosità (27,3%) e l’accessibilità alle aree a traffico limitato (25,4%). Dalla ricerca emerge anche come le Istituzioni debbano partecipare più attivamente al cambiamento , destinando fondi e utilizzando al meglio il denaro che arriverà dal PNRR per la realizzazione di infrastrutture adatte all’elettrico.

Complessivamente comunque il quadro che emerge è di un’Italia ottimista: il 54,9% pensa che il Paese sia pronto ad affrontare questo cambiamento, anche se oltre un italiano su 2 (53,9%) ritiene che per avere tutti i veicoli di nuova immatricolazione elettrici bisognerà attendere più di 10 anni.

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