Attacco hacker alla popolare piattaforma di streaming Twitch: sono state rivelate – secondo The Verge – una serie di informazioni sensibili sul funzionamento del servizio, ma soprattutto sulle paghe degli streamer e sui progetti di Amazon – che controlla il “social viola” – per fare concorrenza a Steam, sito per scaricare i videogiochi (interesse centrale per il pubblico e per i creatori della piattaforma). Sembra sia stato diffuso anche il codice sorgente di Twitch, cioè le informazioni strutturali fondamentali per il suo funzionamento.

I dati sono contenute in un file “torrent” da 125 gigabyte. La loro autenticità per il momento è confermata da testate di settore come Video Games Chronicle e The Verge. Un utente anonimo li ha pubblicati sul controverso sito 4chan con l’intenzione di “favorire un cambiamento radicale e una maggiore competizione negli spazio online di streaming video”. Il post – con l’hashtag #DoBetterTwitch – è probabilmente parte di un movimento di protesta che da mesi sta animando diversi utenti del popolare social. Twitch, secondo molti di loro, dovrebbe agire in maniera più incisiva per l’imitare l’hate speech (i discorsi d’odio) nei confronti delle minoranze e degli streamer provenienti da classi sociali emarginate all’interno della comunità – definita un “disgustoso pozzo nero tossico”. L’azione segue a distanza di pochi mesi la campagna #ADayOffTwitch – in cui i creatori di contenuti più famosi hanno interrotto le loro attività per un giorno in dissenso rispetto ai regolamenti non chiari della piattaforma – ma questo leak non è direttamente legato agli autori della dimostrazione precedente. Il file è nominato “parte 1” e lascia quindi intendere che possa arrivarne a breve una seconda.

“Possiamo confermare che si è verificata una violazione – ha dichiarato un portavoce dell’azienda – I nostri team stanno lavorando con urgenza per capirne la portata. Aggiorneremo la community non appena saranno disponibili ulteriori informazioni”. Al momento non è chiaro quanti dati siano stati trafugati: non sembra che siano comprese le password o altre informazioni degli oltre 15 milioni di utenti giornalieri, anche se in alcuni casi vengono richiesti cambi o l’abilitazione dell’autenticazione a due fattori. Per gli streamer è consigliabile anche un reset della propria “stream key”.

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