Quando alle 11.30 in punto dall’Accademia di Svezia sono stati pronunciati i nomi dei vincitori del Nobel per la Medicina, molti sono rimasti delusi. C’è chi ipotizzava che vincessero Ugur Sahin e Oezlem Tuereci, i due scienziati di origine turca, che a Magonza in Germania hanno sviluppato il vaccino a Rna messaggero anti Covid con la Biontech che Pfizer commercializza. I due ricercatori entrmabi professori universitari potevano sembrare in pole position. Anche se un po’ meno di Katalin Karikó, biochimica ungherese della stessa azienda, e Drew Weissman, biochimico, immunologo dell’università Pennsylvania, considerati i genitori dell’Rna, che hanno vinto solo qualche settimana fa il Breakthrough Prize Foundation “per avere ingegnerizzato la tecnologia a Rna che ha consentito il rapido sviluppo di vaccini efficaci contro la pandemia di Covid-19”. Invece il prezioso riconoscimento è andato a David Julius e Ardem Patapoutian. Due ricercatori e professori che con le loro ricerche hanno contribuito in maniera “rivoluzionaria” alla comprensione di quelle che il genetista italiano Giuseppe Novelli chiama le “vie del dolore”. E con cui si complimenta tutta la comunità scientifica.

Dopo l’annuncio sull’account Twitter del premio Nobel qualche utente – tra i moltissimi messaggi di congratulazioni ai due scienziati vincitori – ha protestato: “Secondo le ultime volontà dell’ideatore, Alfred Nobel, il premio va assegnato a coloro che hanno contribuito più di tutti, nell’anno precedente, al benessere dell’umanità” ha twittato Anders Huitfeldt, professore associato di Medicina applicata alla University of Southern Denmark. “Ci troviamo in una pandemia globale e le nuove scoperte sull’Rna messaggero, raggiunte nell’ultimo anno, hanno reso possibile un vaccino efficace. Siamo sicuri che la decisione di quest’anno sia coerente con le ultime volontà di Nobel?”. Al ricercatore scandinavo qualcuno ha risposto che c’è ancora da assegnare il Nobel per la Chimica e che prima che una grande scoperta possa essere premiata possono passare anni. Un altro utente anonimo scrive: “Questo è un grande premio Nobel, molto meritevole, per qualsiasi anno MA quest’anno. Avrebbero dovuto essere i vaccini mRNA in realtà hanno salvato l’umanità in modo tangibile. I canali TRP avrebbero potuto aspettare”.

C’è chi dà una spiegazione tecnica: “Potrebbero ancora ottenere il premio per la Chimica oppure essere assegnato l’anno prossimo in Fisiologia e Medicina…” questo perché i nomi sarebbero stati valutati all’inizio di gennaio-febbraio quando i vaccini a Rna messaggero erano usati da pochissimo. La polemica è anche un po’ italiana: “È una grande delusione. Avrebbero dovuto vincere gli scienziati che hanno sviluppato la tecnologia a mRNA. Forse il Nobel è ormai anacronistico” ha affermato Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive del Policlinico di Genova. “Mi pareva più che meritato” un premio Nobel legato “al tema del Covid, ma l’Accademia ha i suoi ritmi e riti, e gli svedesi sono piuttosto freddi anche nei confronti della pandemia” ha detto all’Adnkronos Salute Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica di Roma

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