Cercando materiali per il film documentario di Giorgio Verdelli “Ezio Bosso. Le Cose che Restano” – prodotto da Sudovest Produzioni, Indigo Film, con Rai Cinema e distribuito da Nexo Digital – che ha emozionato e commosso la Mostra del Cinema di Venezia, è sbucato tra le cose di Ezio Bosso un hard disk malandato che conteneva, tra le altre cose, questo brano inedito che il Maestro, scomparso il 14 maggio 2020 aveva eseguito solo pochissime volte e che non aveva ancora registrato. Uscirà adesso su tutti gli store digitali (Spotify, Youtube, Amazon Music, Apple Music) in occasione dell’uscita al cinema del film omonimo.

Nella clip il pezzo, come inserito nel film di Giorgio Verdelli, Ezio Bosso aveva descritto così l’essenza di questo brano: “… è il titolo di un trio per violino, violoncello e pianoforte che ho scritto poco tempo fa. Riguarda quel pensiero, quella domanda che a un certo punto ci facciamo, inevitabilmente: cosa resta di tutto alla fine, cosa resta dopo? Cosa rimane di noi e cosa ci è rimasto…È un trio che sono ancora pudico a far sentire, perché è nato nel silenzio più assoluto. E quel silenzio, come al solito, ha posto quelle domande a chi era intorno a me e a chiunque potessi farle. Un giorno spero di farvi sentire quel trio…And The Things That Remain. Buon viaggio”. Un ricordo che si è fatto testamento. Nella clip tratta dal film si alternano immagini di Bosso da giovane e intervistato negli ultimi anni “Ogni brano – racconta in queste interviste della sua musica – ha di per sé un’indicazione: possono essere nuvole, sorrisi di bambini, granelli di sabbia. Da lì ognuno ovviamente si racconterà la proprio storia. Io posso solo suggerire la mia”.

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