In molti Paesi europei è la fetta di mercato più rilevante. Ecco perché quando arriva in classe una delle nuove ragazze del segmento C la scolaresca si zittisce e tutti si mettono a sbirciare, per capire se è alta, bassa, bella, modesta, sfrontata, etc etc. E’ quello che sta capitando con la nuova Opel Astra, che sarà ordinabile da ottobre, con le consegne previste dall’inizio del 2022. Più avanti debutterà pure la versione familiare, che nel segmento C ha sempre un suo perché. Dal 1991 a oggi sono stati vendute oltre 15 milioni di Opel Astra, di cui un milioncino in Italia.

Sinora la nuova generazione della vettura ai giornalisti è stata fatta vedere, ma non guidare. Si sa pochino anche dei prezzi, a parte quello della versione più economica: 24.500 euro, col propulsore a benzina da 110 cavalli e il cambio manuale a sei rapporti. Ci saranno anche un motore a benzina con 130 cavalli, e versioni a gasolio (130 Cv) e ibride, con due potenze differenti (180 e 224 Cv). Poi, nel 2023, toccherà all’immancabile elettrica. Per quanto riguarda i motori, tuttavia, non ci sono veri segreti. Perché nel gruppo Stellantis si condivide senza se e senza ma e quindi, spulciando tra le soluzioni già adottate per esempio da Citroen e Peugeot si troverebbe con facilità la soluzione al rebus.

La condivisione massiccia di power-train e piattaforme spinge le varie marche del rassemblement pilotato da Carlos Tavares a farsi notare dall’abito e, una volta al volante, dai settaggi. Nel caso dell’Astra, che è davvero cambiata molto, assumendo un aspetto più cattivo e spigoloso. Nel corso della presentazione statica alla stampa italiana è stata raccontata come audace e pura, “Bold & Pure”, per l’esattezza. Cool, ho pensato. Ho anche detto al vicino di sedia: “My name is Bold, Pure & Bold. Potrebbe presentarsi così, parafrasando il mitico saluto dell’agente segreto più famoso del cinema”. Poi ho capito che non potrebbe proprio farlo, ammesso che la ragazzona di Russelsheim potesse parlare.

Nonostante l’inglese sia ormai la lingua franca della comunicazione, la vettura centrale nella gamma Opel dovrà invece interpretare il ruolo della tedesca, nell’ambito di quella piccola Onu a quattro ruote che è il maxigruppo Stellantis. Quindi guidabilità più secca, assetto più rigido (delle mademoiselle transalpine, per eesempio), più tasti fisici tra i comandi perchè in Teutonia piacciono ancora. E una bella linea aggressiva, con il frontale caratterizzato dal cosiddetto Opel Vizor, che sviluppa in orizzontale griglia, marchio e soprattutto la tecnologica fanaleria a Led.

Molto filante nella vista laterale, ha il posteriore piuttosto ridondante, con la scritta “Astra” più grande e con le singole lettere distanziate, per accrescere la percezione di schiacciamento a terra. Che non è solo un percezione, visto che – a parità di lunghezza, 4,37 metri – rispetto al passato ha il pianale ribassato, così come il posto di guida. Dal quale, si domina il doppio display congiunto, dove le info tecniche e quelle più edonistiche occupano gran parte della console. Ma per capire davvero come si sta a bordo e come rispondono i propulsori bisogna aspettare di provarla. O, se ci si innamora a prima vista, di comprarla. Senza dimenticare che dal 2028 in Europa le nuove Opel commercializzate saranno tutte elettriche. Chissà se tutte queste promesse (minacce, per molti automobilisti) verranno mantenute. Voi prendete nota, mi raccomando.

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