L’Università di Pisa si prepara a riaccogliere i suoi studenti in aula in totale sicurezza grazie al lancio di una nuova applicazione Agenda didattica UniPi creata e sviluppata all’interno del
Sistema informatico di ateneo. “Siamo pronti a introdurre tutte le misure necessarie affinché sia garantita la sicurezza di studenti, docenti e personale, fiduciosi che la campagna vaccinale prosegua con i ritmi previsti e la situazione epidemiologica evolva in modo sempre più positivo” aveva detto il rettore Paolo Mancarella in un comunicato del 7 luglio, quasi due mesi fa. L’app sarebbe dovuta diventare pubblica dal primo settembre, in tempo per l’inizio dei corsi, ma, con qualche difficoltà, ha tardato a entrare in funzione totalmente.

Dopo un ulteriore incontro tra la rappresentanza studentesca e l’amministrazione, è stato chiarito che al momento il programma permette di far scegliere agli studenti i corsi da frequentare durante il primo semestre. Dal 6, invece, sarà attiva un’ulteriore funzione: gli iscritti potranno decidere quali insegnamenti seguire in presenza in maniera bisettimanale. “Nel caso in cui, per un determinato insegnamento, le iscrizioni siano superiori al numero massimo di posti disponibili in aula, la App suddividerà automaticamente gli studenti in due gruppi, che avranno la priorità per seguire le lezioni in presenza nella prima e nella seconda settimana. Per garantire la massima sicurezza, infatti, le aule saranno occupate al massimo al 50 per cento” spiega una nota.

Oggi, però, le tempistiche e la scarsa chiarezza di istruzioni preoccupano i rappresentanti degli studenti: a pochi giorni dall’avvio del programma non sono state ancora diffuse comunicazioni esplicite sulle modalità di funzionamento dell’applicazione. Una guida con i dettagli di Agenda Didattica è stata condivisa nelle pagine social, attraverso diversi post esplicativi, dalle liste studentesche grazie alle informazioni apprese durante le riunioni in senato accademico ma nessun comunicato istituzionale è ancora uscito, nonostante l’inizio delle lezioni sia alle porte. Tra i maggiori problemi rimane quello legato al green pass che non sarà inserito direttamente nell’app: “Il green pass verrà controllato in ateneo, a campione, dai dipendenti una volta fatto l’ingresso nel Polo universitario- spiega Alice Caliendo, rappresentante degli studenti – Una volta in aula ogni studente dovrà scannerizzare il Qr code del posto che andrà a occupare, in modo tale che qualora ci fosse un positivo sarà facile sapere chi vi fosse seduto accanto”.

Nella speranza che l’app funzioni efficacemente ogni iscritto dovrà riuscire a comprenderne pienamente le istruzioni: “Gli insegnamenti da seguire in presenza per le due settimane successive alla prima potranno essere scelti entro il mercoledì della settimana precedente. Entro venerdì, verrà generata l’agenda delle due settimane a venire, in cui le lezioni scelte appariranno in verde se è abilitata la frequenza in presenza, in rosso se non lo è, o in giallo se è ancora possibile prenotarsi per la frequenza in presenza. Entro la sera prima sarà possibile disdire la prenotazione per seguire un determinato insegnamento: in tal modo, i posti liberi potranno essere nuovamente occupati” spiegano i rappresentanti degli studenti nel lungo post-guida pubblicato nella pagina Facebook di Sinistra Per, al momento l’unica fonte chiara per avere informazioni sull’app.

Proprio questi ultimi hanno raccolto un malcontento generale nato dalla delusione e dalla confusione della maggior parte degli iscritti all’ateneo. In un primo momento le direttive rese note fino a qualche settimana fa erano molto differenti da quelle emerse nell’ultima riunione: all’inizio dei corsi accade frequentemente che gli orari delle lezioni possano cambiare e sarà da capire come l’app potrà essere capace di regolare il tutto. Non manca la preoccupazione relativa agli spazi come aule studio e biblioteche, oltre alla gestione del flusso degli studenti pendolari: “Stiamo già raccogliendo tutta una serie di problematiche che sono sorte a mano a mano che ci arrivano dagli studenti per poterle segnalare. Abbiamo richiesto esplicitamente di cercare di inserire tutte le lezioni che un universitario avrà in presenza nello stesso giorno per permettere di evitare che un pendolare possa avere nella stessa mattina lezioni in modalità mista”, spiega ancora Caliendo. La scarsità di comunicazioni efficienti e i ritardi nella messa in funzione dell’app a ridosso del nuovo anno accademico risultano inaccettabili per chi si è appena immatricolato: “Ancora una volta – concludono i rappresentanti – l’ateneo si mostra insensibile alle esigenze della componente studentesca e agisce con estremo ritardo, dando soluzioni non convincenti e spesso contraddittorie”.

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