Chi il 6 gennaio 2021 ha fatto irruzione a Capitol Hill “aveva un piano chiaro, quello di interrompere la nostra democrazia“. Ed è necessario capire se e, eventualmente, come la Casa Bianca abbia favorito questa azione. Inizia con le parole del presidente democratico, Bennie Thompson, e della deputata repubblicana, Liz Cheney, la prima seduta della commissione d’inchiesta del Congresso sull’assalto al palazzo dell’assemblea compiuto dai sostenitori di Donald Trump dopo la sconfitta elettorale dell’ex presidente americano a vantaggio del nuovo inquilino dello Studio Ovale, Joe Biden.

La commissione è stata fortemente voluta dalla speaker della Camera, Nancy Pelosi, che da anni ha ormai instaurato uno scontro aperto con il tycoon, dopo la doppia richiesta di impeachment già da quando il magnate era in carica come presidente degli Stati Uniti. Un’inchiesta, questa, che può influenzare le prossime elezioni di midterm del 2022, con uno sguardo già alle prossime Presidenziali del 2024, per le quali è attesa una nuova candidatura di Donald Trump.

Chi ha assaltato Capitol Hill il 6 gennaio scorso “aveva un piano chiaro, quello di interrompere la nostra democrazia – ha affermato Thompson aprendo i lavori della prima giornata – Sono arrivati pericolosamente a raggiungere quello che era il loro obiettivo, evitare la certificazione della vittoria di Joe Biden”. Un “attacco coordinato al fine di far deragliare il processo democratico e il pacifico trasferimento dei poteri”, ha aggiunto prima di ricordare che “non possiamo permettere al nostro Paese di essere sopraffatto da bugiardi e truffatori. Questi sono gli Stati Uniti d’America”.

Le stoccate all’ex amministrazione arrivano anche dall’ex alleata, seppur critica, Liz Cheney, figlia dell’ex vicepresidente sotto George W. Bush, Dick Cheney, e cacciata dal partito nel maggio scorso, insieme ad altri critici del trumpismo ancora dominante tra i conservatori americani. “Non possiamo lasciare che la violenza del 6 gennaio scorso al Congresso resti non indagata. Dobbiamo sapere cosa è accaduto davvero. Dobbiamo capire cosa è accaduto quel giorno anche alla Casa Bianca, minuto dopo minuto, ogni telefonata, ogni conversazione, ogni riunione, prima, durante e dopo l’attacco”, ha detto Cheney. Una versione, questa, che trova conferma nel racconto di uno dei quattro poliziotti presenti quel giorno all’assalto e chiamati come primi testimoni: “Ci ha mandati Trump”, questo, secondo il racconto del sergente Aquilino Gonell della Us Capitol Police, l’urlo della folla di insorti mentre stava assalendo Capitol Hill. Il poliziotto ha anche smentito che assieme o dietro ai rivoltosi ci fossero elementi dell’estrema sinistra, addirittura dell’Fbi, come più volte ha dichiarato l’ex presidente.

I primi testimoni ad essere ascoltati saranno quindi quattro poliziotti coinvolti negli scontri, ma il Dipartimento di giustizia ha deciso che potranno testimoniare anche ex rappresentanti e funzionari dell’amministrazione Trump. Ma i repubblicani, che hanno fatto di tutto per affossare la commissione e sono rappresentati al suo interno solo da due deputati critici dell’ex presidente, sono pronti a boicottare i lavori.

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