Più di tre milioni di persone hanno percepito il Reddito di Cittadinanza (RdC) o la Pensione di Cittadinanza (PdC) nel mese di giugno 2021. Il nuovo Osservatorio Inps sulle misure anti povertà mostra che il sussidio è stato distribuito soprattutto nel Sud Italia, ma aumentano del 4% anche i percettori residenti nel Nord e Centro. Salta poi all’occhio che nei primi sei mesi del 2021 le revoche del RdC sono state il triplo di quelle del 2020 – la motivazione più frequente è l’assenza del requisito della residenza per almeno 10 anni in Italia – e le decadenze, motivate soprattutto dal superamento del tetto Isee massimo, ben 200mila contro le 260mila dell’intero 2020. Più di un milione anche le domande rifiutate.

I nuclei famigliari percettori di RdC sono stati a giugno oltre 1,2 milioni, a cui si aggiungono i 128mila percettori di PdC, per un totale di oltre tre milioni di persone coinvolte di cui 753mila minorenni. In generale, l’Inps segnala come nei primi sei mesi dei 2021 sono stati oltre 1,6 milioni i nuclei familiari che hanno percepito almeno una mensilità di reddito o pensione di cittadinanza, pari a 3,7 milioni di beneficiari, di cui 1,3 milioni sono minori.

L’importo medio erogato a livello nazionale è di 551 euro, e varia sensibilmente in base al numero dei componenti del nucleo famigliare passando da un minimo di 448 euro per i monocomponenti a un massimo di 716 euro per le famiglie con cinque componenti. Sei nuclei famigliari su dieci, comunque, percepiscono un importo inferiore a 600 euro, mentre solo l’1% arriva a ricevere più di 1.200 euro. In particolare – scrive l’Inps – più della metà delle famiglie che ricevono il reddito di cittadinanza sono formate da uno o due componenti: è infatti 2,2 il numero medio di persone per nucleo famigliare. I nuclei con minori sono 440mila e costituiscono il 54% degli individui percettori totali; più statisticamente esigue ma comunque presenti le famiglie con disabili, che sono 227mila, ovvero quasi un nucleo su cinque e il 18% degli interessati complessivi.

Sempre come riportato dall’Inps, a beneficiare di redditi e pensioni di cittadinanza è quasi sempre un cittadino italiano (86%), mentre il 9% delle prestazioni erogate vanno a cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno. Rimane un 4% dei sussidi distribuiti che arrivano a cittadini europei, e l’1% a presenze miste dei casi precedenti. La distribuzione geografica vede una preponderanza di beneficiari residenti al Sud Italia e nelle isole: 2 milioni di percettori totali, con un incremento di 48mila nuove erogazioni (+2%) a giugno 2021. Le zone di Nord e Centro Italia hanno registrato un aumento del 4%: al nord i beneficiari sono diventati 579mila, con un aumento di 21mila; il centro Italia è la zona geografica che conta un numero minore di nuovi percettori: 17mila in più, arrivando a 419mila percettori totali.

Nel primo semestre del 2021 si sono registrati 67mila famiglie a cui è stato revocato il reddito di cittadinanza: quasi il triplo, osserva l’Inps, rispetto a tutto il 2020, quando le revoche si attestarono a 26mila. La motivazione più frequente che determina la revoca, spiega l’Istituto, “è l’accertamento della mancanza del requisito di residenza/cittadinanza”. Per quanto riguarda le decadenze del diritto al sussidio, nel primo semestre 2021 se ne contano 200mila, mentre nell’intero anno 2020 erano state 260mila. In questo caso l’Inps sottolinea come la causa più frequente sia “legata alla variazione dell’Isee, che supera la soglia prevista”. Tra i motivi di decadenza si rilevano anche i casi in cui varia la composizione del nucleo familiare. Il numero delle domande rifiutate si attesta invece a circa 1,2 milioni dall’inizio della misura.

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