In una breve intervista Adnkronos ha presentato la prima criptovaluta ufficialmente ecosostenibile al mondo: qual è e come si chiama? La nuova criptovaluta ecosostenibile si chiama Signum (ticker: SIGNA) e si basa sull’inedita piattaforma intelligente e integrata di servizi e innovazioni omonima. Lo scopo degli sviluppatori è realizzare una soluzione one-stop per fare mining, commerciare e conservare la criptovaluta Signa e rispettarne la mission sostenibile. La piattaforma Signum include caratteristiche comuni ad altre piattaforme, come Binance ed Ethereum, e integra contratti intelligenti (per l’altervaluta Signa e per l’emissione di NFT), messaggistica peer-to-peer e supporta la creazione di token con pagamenti digitali veloci e sicuri.

Signum è “minata”, scambiata e conservata proprio come le altre criptovalute su un sistema ledger decentralizzato. “Dopo il recente caos causato sui mercati delle criptovalute, in seguito alle critiche di Elon Musk sull’esorbitante consumo di energia dei Bitcoin, il lancio di Signum arriva al momento giusto“, dice Benjamin Schroeter, presidente della Signum Network Association (SNA), l’azienda che ha introdotto la nuova altervaluta.

La sostenibilità di Signum si basa sull’uso decentralizzato del Proof of Commitment (PoC+). A differenza del maggiormente diffuso Proof of Work (PoW), utilizzato da Bitcoin e altre criptovalute, PoC+ utilizza lo spazio disponibile sui propri dischi fissi nel corso delle attività di mining. Rispetto a Chia, dove la velocità di un disco è determinante per le prestazioni nel mining, l’operazione non è resa più efficiente ma sfrutta solo la capacità di memorizzazione dei dischi. Perciò, affermano gli sviluppatori, PoC+, Signum è un’opzione più ecosostenibile, poiché la capacità di mining può essere aumentata riciclando dischi rigidi inutilizzati.

Benjamin spiega: “Signum può essere la soluzione per molte applicazioni quotidiane che sono attualmente eseguite su blockchain che consumano energia. Possiamo aiutare le aziende e le persone a lanciare nuove idee in modo sostenibile ed equo”. Staremo a vedere se sarà davvero così.

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