“A più di un anno dall’esplosione della crisi sanitaria, possiamo finalmente pensare al futuro con maggiore fiducia. La campagna di vaccinazione procede spedita, in Italia e in Europa. Dopo mesi di isolamento e lontananza, abbiamo ripreso gran parte delle nostre interazioni sociali. L’economia e l’istruzione sono ripartite. Dobbiamo però essere realistici. La pandemia non è finita. Anche quando lo sarà, avremo a lungo a che fare con le sue conseguenze”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella sua lezione all’Accademia dei Lincei. “È molto probabile che, per diverse ragioni, questa fase di crescita del debito, pubblico e privato“, legata alla necessità di fronteggiare la pandemia, “non sia ancora terminata“, ha aggiunto il premier che ha incentrato la sua lezione proprio sul debito. “Bisogna fronteggiare l’emergere delle varianti e non sappiamo quanto la crisi sanitaria abbia trasformato i nostri comportamenti e costumi”, ha aggiunto, quindi è inevitabile che “una parte di questo debito implicito si cristallizzi, e vada poi a incrementare il debito pubblico”.

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