La proposta di federazione tra Lega e Forza Italia è, in estrema sintesi, il tentativo disperato di Matteo Salvini di “bloccare” la situazione politica a un oggi che lo vede dominus della destra italiana.

Avete presente quel vecchio film, Ricomincio da capo, in cui il protagonista finisce in un loop temporale dove ogni giorno si ripete in una specie di eterno presente? Ecco, Salvini con la proposta della federazione di Lega e FI mi ricorda Bill Murray che si sveglia puntualmente nel Giorno della Marmotta, cercando di bloccare l’oggi per paura delle conseguenze che le sue azioni potrebbero avere domani.

Ha ragione Alessandro Giovannini quando parla di “catenaccio”, e visto che siamo in clima Europei di Calcio l’associazione di idee ci sta tutta: “L’idea federativa, per quanto la si voglia infiocchettare – scrive –, è in realtà la risposta frenetica, viene da dire fulminante, al progetto costitutivo di una forza politica centrale, riformatrice e liberale, europeista e atlantista”.

Eccola, la verità: la federazione di Lega e FI, che temono l’onda meloniana in grande ascesa, altro non è che un banale tentativo di fermare la spinta verso la modernità. Con tutte le sue sfide che Berlusconi e Salvini sanno perfettamente di non essere capaci di cogliere. Del resto, se la prima versione del predellino implose poco dopo la sua nascita, perché dovrebbe funzionare adesso con l’unione tra i brandelli di una fu forza politica moderata e uno dei partiti più estremisti d’Europa?

La Buona Destra nasce proprio per sconfiggere questo tentativo e per scardinare l’egemonia sovranista. Come? Scommettendo sull’essenza della politica: sulla decisione. Ecco, una destra civile, liberale, moderata ed europea non sarà mai davvero forte se non conquista la libertà di decidere le alleanze così come è normale, normalissimo, in tutta Europa. Ogni volta che qualcuno parla di volere costruire la gamba più moderata dell’altra, il centro destra a trazione sovranista prende in giro sé stesso e, cosa più importante, prende in giro gli italiani.

Quello che bisogna fare è l’esatto contrario della proposta federativa: svelare il trucco e opporsi a ogni idea di patto strategico tra tutte le destre. Un patto contro natura e contro la buona politica.

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