Msc Orchestra, la prima nave da crociera dell’era post-Covid pronta a ripartire da Venezia, è alta 60 metri, diciassette metri in più della Basilica di San Marco (43 metri) e solo tre metri in più del campanile della chiesa che sorge sull’isola di San Giorgio (63 metri). Bastano questi numeri per dare le proporzioni dei giganti del mare che da più di un anno erano rimasti lontani dalla Laguna e che ora torneranno. Orchestra, proveniente dal porto del Pireo in Grecia, è arrivata all’alba del 3 giugno alla stazione di Marittima. È lunga 293 metri, larga 32 metri, ha una stazza lorda di 92.409 tonnellate e, nonostante queste dimensioni, è transitata davanti al Palazzo Ducale, lungo il Bacino di San Marco e il Canale della Giudecca.

Per impedire l’attracco, Armando Danella, portavoce dell’Associazione Ambiente Venezia, aveva notificato una formale “diffida” alle autorità che sovrintendono il traffico navale e il decoro ambientale della città, affinché rispettino la legge. Il documento è stato indirizzato ad Emanuela Carpani della Sovrintendenza archeologica e delle Belle Arti, al comandante della Capitaneria di porto, Pietro Pellizzari, e al presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Lino Di Blasio. Per conoscenza è stato notificato ai ministri della Transizione ecologica, dei Beni culturali e delle Infrastrutture. La richiesta invitava ad emettere atti di propria competenza per “impedire l’ingresso nelle acque protette della laguna delle grandi navi da crociera”.

L’Associazione si è appellata al rispetto di precise norme di legge. Innanzitutto il decreto dei ministri Clini e Passera del 3 marzo 2012 che all’articolo 2 vietava il transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri con stazza di oltre 40 mila tonnellate. Il decreto invitava a trovare vie alternative, ma non è stato fatto nulla e le navi continuano a passare di fronte a palazzi che sembrano lilliputziani al loro confronto. C’è poi una tutela (31 gennaio 2019) posta dalla Commissione regionale per il patrimonio culturale del Veneto sui canali veneziani, grazie all’approvazione all’unanimità una proposta avanzata dalla Soprintendente alle Belle Arti e al paesaggio per il comune di Venezia e la laguna. La decisione era poi stata avallata dal ministero dei Beni Culturali.

Il terzo atto legislativo citato è il decreto n. 45 dell’1 aprile 2021 votato dal governo Draghi e poi convertito in legge il 12 maggio 2021. Prevede i punti di attracco delle grandi navi (e dei portacontainer) siano al di fuori delle acque protette della Laguna e per questo da deciso il bando di un concorso di idee. A Venezia le norme contro le Grandi Navi ci sarebbero, ma restano inapplicate: è questa la sostanza della diffida firmata da Ambiente Venezia, che ha anche ricordato come a inizio maggio sia la Camera che il Senato “abbiano respinto gli emendamenti che puntavano a introdurre gestioni transitorie e attracchi interni alla laguna”, prima che diventi operativo (tra parecchi anni) il porto off-shore.

Msc Orchestra è arrivata a Venezia perché il 5 giugno è prevista la partenza della prima crociera dopo il Covid. Davanti a San Marco passeranno tutte le tre navi da crociera programmate per quest’estate a Venezia. Si tratta di un’altra Msc e di una nave Costa, che inizieranno i loro tour settimanali il 20 e il 26 giugno. Non è escluso che altre compagnie decidano di riprendere con gli arrivi e le partenze. I No Grandi Navi hanno organizzato per il 5 giugno una manifestazione sulle rive del Canale della Giudecca. Hanno però invitato la popolazione a partecipare con i propri barchini. Si profila quindi uno scontro acceso. Per due motivi. Alle 17 del 5 giugno è prevista la partenza di Msc Orchestra, trainata dai rimorchiatori e con a bordo i crocieristi. Non sarebbe la prima volta che i manifestanti cercando di bloccare il passaggio, a costo di ingaggiare una battaglia navale con i motoscafi della Polizia.

Ci sarà poi una seconda variabile, costituita dai lavoratori portuali che potrebbero dar vita a una seconda manifestazione, di segno contrario. Loro vogliono che le Grandi Navi continuino ad arrivare, perché portano ricchezza e lavoro allo scalo veneziano. La situazione è quanto mai confusa. Il governo ha indicato la via dell’off-shore al Lido, che sarà praticabile solo tra anni. Il sindaco Luigi Brugnaro e le compagnie sono a favore di un terminal a Marghera, ma anche in questo caso si dovrebbe aspettare per alcuni anni, dopo che Rina Consulting si è aggiudicata la gara per la progettazione di un terminal temporaneo e dovrà consegnarlo entro sei mesi. Poi potrebbero cominciare i lavori, per un importo previsto di 41 milioni di euro, oltre a 20 milioni per lo scavo dei canali. Ma non è detto che la politica sia d’accordo, visto che la linea del governo va in senso contrario rispetto al mantenimento degli attracchi in laguna e lo scavo dei canali è un aspetto molto delicato del rispetto ambientale.

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