Chiedono il prolungamento della cassa integrazione, in scadenza il 30 giugno, e l’apertura di un tavolo tecnico con il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. I lavoratori Air Italy sono scesi in piazza a Montecitorio per rivendicare i propri diritti e per portare avanti una vertenza utile per scongiurare il licenziamento di migliaia di persone. Ad indire la protesta Cgil, Cisl, Uil, Ugl e l’Usb. In bilico i sono in totale 1450 posti di lavoro che, come spiegano i manifestanti e le sigle sindacali, possono essere salvati solo attraverso un tavolo con il ministro. Un confronto necessario attraverso il quale richiedere ancora una volta, appunto, il proseguo della cassa integrazione e per scongiurare la scomparsa di una compagnia storica nel panorama del trasporto aereo italiano.

“Siamo in ritardo in modo preoccupante, con l’azienda che ha dimostrato di non essere interessata al rinnovo. Si rischiano 1450 licenziamenti senza alcuna forma di tutela per i lavoratori e le proprie famiglie”, spiega segretario nazionale della Filt Cgil, Fabrizio Cuscito. Secondo Cuscito “occorre una convocazione al Mise per conoscere ogni proposta industriale e valutarne sostenibilità e serietà. Da parte nostra non c’è nessuna preclusione ad un eventuale progetto che possa salvare posti di lavoro e assicurare un futuro industriale alla compagnia”.
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