Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
“Sono due anni che aspettiamo risposte dai diversi governi. Whirlpool assume a Varese, ma non intende fare retromarcia dalla volontà di chiudere lo stabilimento di Napoli. Il ministro Giorgetti ci convochi, altrimenti dal 1 luglio si rischia il disastro con la mancata proroga del blocco dei licenziamenti”. A rivendicarlo i lavoratori in presidio a Roma, a piazza Santi Apostoli, chiedendo un piano industriale e una prospettiva futura.
“Da qui alla fine di giugno continueremo a mobilitarci per chiedere all’esecutivo e al Parlamento che è necessario proteggere non soltanto i lavoratori, ma il tessuto industriale di questo Paese. Altrimenti saranno i primi a pagare sulla propria pelle lo sblocco dei licenziamenti”, ha spiegato Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom. Numeri alla mano, dal 1 luglio sono 350 le persone nella sola azienda che ormai rischiano di perdere il lavoro, più un centinaio nell’indotto. Per questo i sindacati hanno lanciato un appello alle istituzioni per intervenire: “Si proroghi lo stop ai licenziamenti almeno in maniera selettiva, per i lavoratori delle vertenze aperte al Ministero dello Sviluppo economico”, rilancia Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm. Al presidio erano presenti anche alcuni parlamentari: dal segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, a Valeria Valente (Pd), passando per Guglielmo Epifani (Leu-Articolo Uno), Gianluca Cantalamessa (Lega) e Sergio Romagnoli (M5S). “Chiediamo un provvedimento che possa incentivare le aziende che investono in italia e penalizzi invece chi decide di delocalizzare all’estero. Quanto fatto in passato è insufficiente”, è la richiesta dalla piazza.
Un centinaio i lavoratori presenti, tra cori e lo slogan rilanciato “Napoli non molla!”: “È inaccettabile la decisione di chiudere in un momento come questo”, c’è chi spiega. Altri attaccano l’esecutivo: “Ha scelto la mancata proroga, si è piegato a Confindustria”.