Sono passati 22 anni da quando HAL Laboratory, una software house fondata nell’ormai lontano 1980, sviluppò per Nintendo un gioco di Pokémon parecchio particolare: Pokémon Snap. Oggi la grande N ci vuole riprova, riproponendo lo stesso concept ma in una veste grafica più attuale, cercando di rinnovare qualche meccanica e, ovviamente, aggiungendo un bel po’ di mostriciattoli in più da fotografare, visto che di generazioni di Pokémon dal 1999 ad oggi ne sono passate parecchie. Va detto che azzardare una meccanica come quella dei binari nel 2021 senza avere un VR sulla testa e/o una pistola in mano è una bella scommessa anche sotto forma di un remake di un titolo così “antico” e avendo a disposizione uno dei brand più travolgenti degli ultimi 30 anni.

La “raison d’être” del gioco è rimasta quella che sicuramente ogni fan dei Pokemon di lunga data che abbia mai stretto in mano un pad del Nintendo 64 non potrà aver dimenticato: si sceglie il percorso, si sale a bordo di una navetta che comincia a muoversi da punto A a punto B e si cerca di scattare le migliori foto possibili ai Pokemon lungo il tragitto.
Volendo, il titolo è davvero tutto qui, una manciata di minuti in viaggio lungo uno scenario con in mano una macchina fotografica, ma allora come avranno fatto i ragazzi di Namco Bandai a rendere appetibile tutto questo? Prima di addentrarci nei veri protagonisti del gioco, iniziamo a parlare proprio dei percorsi e della macchina fotografica che New Pokemon Snap ci mette a disposizione.

Il primo paio di viaggi nello scenario iniziale (una pianura verdeggiante con un grosso lago e qualche prato fiorito) è abbastanza piatto e, oltre allo zoom, non avremo poi molto con cui interagire, non resterà che scattare qualche foto alla fauna e portare i risultati al professor Speculux che, dopo averci dato i primi punteggi per i nostri scatti, comincerà pian piano a fornirci i primi strumenti necessari a rendere un po’ più entusiasmante l’avventura. Dopo qualche viaggio, le nostre spedizioni cominciano a ottenere una profondità leggermente maggiore grazie agli svariati gadget a disposizione per cercare di ottenere l’agognato “scatto perfetto”: potremo ad esempio lanciare delle mele ai Pokemon per richiamare la loro attenzione o per immortalarli durante il pasto, attivare un radar che ci indicherà eventuali “bersagli nascosti”, punti d’interesse o bivi per percorsi alternativi, usare delle sfere luminose che illumineranno flora e fauna scatenando peculiari comportamenti in alcune specie di Pokemon, o suonare un flauto che avrà anch’esso determinati effetti sui nostri mostriciattoli. Tutti questi gadget saranno fondamentali nel completamento della nostra avventura, visto che lo scopo delle spedizioni non sarà solo ottenere la miglior fotografia possibile di ogni Pokemon disponibile.

Oltre al punteggio per ogni scatto (ne potremo selezionare solo uno per ogni Pokemon alla fine di ogni spedizione), le foto saranno addobbate da punti stella che andranno da 1 a 4. Per completare il nostro Fotodex avremo bisogno di 4 foto di ogni Pokemon mentre compie particolari azioni. Se le foto a una stella sono semplici foto del Pokemon in stato passivo, dovremo “beccare” il bersaglio intento a compiere azioni particolari per essere premiati con 2, 3 o 4 stelle: dovremo insomma fotografarlo mentre mangia, mentre gioca o litiga con un suo simile, mentre spicca il volo e via dicendo. Ciò dona una certa rigiocabilità al titolo, ma al contempo può anche regalare un attimo di frustrazione se per caso ci tocca ripetere parecchie volte un percorso solo per fotografare un determinato Pokémon sperando che faccia esattamente quello che ci necessita per lo scatto, ma c’è anche da dire che l’anima del gioco è composta anche dalla pazienza del fotografo, quindi lo accettiamo.

Va detto però che su determinati scatti i punteggi sembrino tirati un po’ a caso, così come il numero di stelle: non è raro che a una nostra foto venga assegnata una sola stella nonostante il bersaglio stia evidentemente facendo qualcosa di particolare, mentre al contrario abbiamo riempito l’intera pagina di un Pokemon che, a nostro avviso, stava bene o male facendo la stessa la cosa in tutte e 4 le foto.

Al di là dell’ovvia ripetitività che colpisce il titolo dopo qualche ora di gioco, bisogna assolutamente dire che Bandai Namco ha svolto un ottimo lavoro in ambito di percorsi, sfondi, dettagli e immersività nei paesaggi. C’è poco da dire: è davvero tutto bello da vedere e da sentire, i Pokemon sono perfettamente incastonati nell’ambiente circostante e lo stile parecchio “cartoonoso” scelto non cozza con il 3d degli sfondi, anzi. La trama non è sicuramente memorabile, fungendo più da espediente per fornirci man mano tutte le funzioni della fotocamera, sbloccare i vari percorsi e aggiungere i gadget al nostro inventario. Se trama e personaggi lasciano il tempo che trovano, per fortuna i veri protagonisti del gioco sono proprio i Pokemon quindi ci si fa caso solo fino a un certo punto.

Per quanto riguarda il comparto offgame non ci sono così tante possibilità: avremo il nostro album personale da gestire e, alla fine di ogni spedizione, potremo scegliere le foto che preferiamo, trasferirle su un piccolo editor per poterla modificare leggermente a livello di centratura, filtri e messe a fuoco e caricarla, volendo, nel nostro album online per raccogliere un po’ di like dai colleghi fotografi. Non aspettatevi un editor stile Photoshop ovviamente, ma fa abbastanza bene il suo dovere con un decente numero di opzioni.

New Pokemon Snap è un modo perfetto per evadere dal grigiore delle città e farsi un giro virtuale nella natura, ma un certo lavoro in più sulla varietà dei percorsi e sugli schemi comportamentali dei Pokemon non avrebbe guastato. Un titolo che fa riflettere su determinati fattori: in primis forse il prezzo di 60 euro per un gioco del genere potrebbe risultare eccessivo al netto di varietà e longevità, dall’altra parte c’è stata una cura in animazioni e modelli dei Pokemon che, arrivati nel 2021, non ci dispiacerebbe vedere nei titoli canonici della serie che cominciano seriamente a risultare visivamente pesantucci.

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