L’alleanza Pd-M5s alle Comunali non sarà possibile al primo turno dappertutto, ma si proverà l’intesa al ballottaggio. Il segretario dem Enrico Letta, intervistato a Forrest su Radio1, ha ribadito la linea anticipata ieri da Giuseppe Conte sul futuro della coalizione giallorossa alle prossime amministrative. A rendere difficile l’asse per i due leader, entrambi da poco alla guida dei rispettivi progetti politici, sono state in particolare due città: Roma e Torino. Per la corsa nella Capitale ad esempio, ieri ha sciolto la riserva l’ex ministro Roberto Gualtieri, mentre in contemporanea l’ex premier blindava la sindaca M5s uscente Virginia Raggi. “A Roma e Torino, quando io non c’ero, il Pd perse malamente nel 2016 e hanno governato Appendino e Raggi con il Pd alla opposizione”, ha dichiarato oggi Letta. E proprio quello è il nodo: nonostante l’accordo al governo si sia andato sempre più rafforzando, prima con l’esecutivo Conte 2 e ora con il supporto a Mario Draghi, a livello locale i due partiti si sono fatti opposizione nella maggior parte dei casi e l’accordo è molto più complesso di quello che può sembrare sulla carta. In entrambe le città “è molto difficile, impossibile che ci sia un accordo tra Pd e M5s. Nelle altre un accordo è possibile che ci sia. Poi c’è il secondo turno in cui si possono fare valutazioni senza mettere in crisi l’alleanza. Non mi straccio le vesti per quello che è successo”.

Nelle ultime settimane era emersa un’altra ipotesi per cercare di riunire fin dal primo turno il fronte Pd-M5s: la candidatura del presidente del Lazio Nicola Zingaretti. Una soluzione che però è tramontata ieri dopo che proprio Pd e 5 stelle non sono riusciti ad accordarsi: “Zingaretti sarebbe stato un ottimo candidato a Roma, ma sta facendo un’altra cosa e la sta facendo molto bene gestendo la sanità del Lazio”, ha detto oggi Letta. “La sua candidatura andava gestita e verificata rispetto alla gestione della campagna vaccinale. Da settimane Gualtieri aveva fatto capire che era interessato a candidarsi al Campidoglio. Mettiamo in campo il ministro dell’Economia che ha lanciato la prima versione del Recovery e farà benissimo al Campidoglio”. Per i dem la scelta del candidato passerà comunque dalle primarie: “Sulle grandi città abbiamo scelto” questa strada. “A Roma saranno il 20 giugno, le faremo a Bologna la domenica prima, e le faremo anche a Torino. Saranno una grande festa di popolo”.

In sostegno di Gualtieri ha parlato anche lo stesso Zingaretti. “Roberto Gualtieri è una candidatura forte e credibile e la sua scelta di candidarsi aiuterà questo progetto di una rinascita”, ha detto a margine di un evento. “Hanno privato Roma di un’idea di futuro. Non è normale. Bisogna e si può voltare pagina. Ridare a Roma il ruolo che gli spetta nel mondo e ridare tranquillità e felicità ai cittadini. Solo l’alleanza del centrosinistra può garantire questo e riaccendere la speranza. A Roma l’alleanza c’è e chi se ne tira fuori sbaglia. Bisogna prima di tutto pensare a Roma e non a sé stessi”.

Per il Pd oggi ha parlato anche l’ex ministro e responsabile Enti Locali dem Francesco Boccia: “Avevamo chiesto a Virginia Raggi di avere coraggio e mettersi in discussione”, ha detto a “L’aria che tira” su La7. “La sindaca sa che a Roma ci sono emergenze irrisolte in molti settori: buche, rifiuti, periferie, trasporti. A differenza dell’emergenza sanitaria nel Lazio risolta da Zingaretti. Conte ha fatto una scelta di campo decidendo di sostenere la Raggi, scegliendo la strada del confronto davanti agli elettori, ma Gualtieri andrà al ballottaggio e Virginia Raggi ci aiuterà in quell’occasione”. Boccia ai 5 stelle ha chiesto “reciprocità”: “Sono sicuro che Gualtieri andrà al ballottaggio”, ha detto. “Viceversa sosterremo l’alleanza con la Raggi ma con Gualtieri sindaco. Ci deve essere reciprocità, ma siamo sicuri di arrivare primi. Voglio fare un appello, facciamo campagna elettorale contro la destra e la deriva di destra a Roma. Poi è evidente che non siamo d’accordo su come ha governato la Raggi”.

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