Il principio delle “bolle“, già utilizzato lo scorso anno con ottimi risultati. La novità dell’autocertificazione, che deve essere presentata da ogni spettatore. Poi l’obbligo delle mascherine Ffp2, l’uso dei termoscanner e dei dispenser con igienizzanti, il divieto di assembramento e ovviamente il distanziamento. Sono, in sintesi, gli strumenti anti-Covid messi in campo dal protocollo presentato da Sport e Salute, approvato dal Comitato tecnico scientifico, studiato per consentire la riapertura al pubblico degli Internazionali d’Italia di tennis, seppure con una capienza limitata al 25% e dagli ottavi di finale. Il Masters 1000 di Roma prenderà il via domenica 9 maggio e gli ottavi di finale sono in programma da giovedì 13.

A titolo d’esempio, lo Stadio Centrale – capienza di circa 10.293 posti – che ospiterà gli incontri principali, per garantire un adeguato distanziamento tra i presenti si ridurrà ad un totale di 2.543 posti. Il Foro Italico, l’area in cui si svolge la manifestazione, è molto ampio (circa 40mila m2) e questo consentirà il controllo dei flussi in ingresso ed uscita con accessi dedicati. I presenti saranno appunto divisi in bolle. Bolla rossa – giocatori, allenatori, medici, fisioterapisti, accompagnatori, giudici di gara, personale dell’organizzatore strettamente indispensabile al funzionamento della macchina organizzativa, compresa la gestione delle gare personale antidoping, personale medico e sanitario del soccorso. Bolla verde – gruppo media: giornalisti, fotografi, broadcaster. Bolla blu – staff dell’organizzazione, volontari, forze dell’Ordine, fornitori. Bolla gialla – spettatori, ospiti, autorità.

Per gli spettatori è prevista una procedura specifica di accreditamento che prevede la presentazione di un’autocertificazione. I titoli di accesso saranno tutti nominali, con posti preassegnati e non cedibili per garantire il distanziamento. E’ permesso un cambio titolo entro 48 ore dalla data di accesso. In un primo momento si era pensato anche all’uso di una app per il tracciamento, ma l’ipotesi è stata poi superata dallo stesso decreto del governo. Prima dell’accesso, il controllo della temperatura: con febbre a 37,5°C si torna a casa.

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