È iniziato oggi il nuovo processo sulla Strage di Bologna del 2 agosto 1980 davanti alla Corte di assise di Bologna. Imputati sono l’ex terrorista di Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, accusato di essere il quinto esecutore dell’attentato, in concorso con i Nar già condannati (Fioravanti, Mambro e Ciavardini in via definitiva, Cavallini in primo grado, ndr), l’ex carabiniere Piergiorgio Segatel, per depistaggio, e Domenico Catracchia, amministratore di condominio di immobili in via Gradoli a Roma per false informazioni al pm al fine di sviare le indagini. Fuori dal processo Quintino Spella, ex 007, morto lo scorso gennaio. L’ex capo del Sisde di Padova era accusato di depistaggio. La Corte è presieduta dal presidente del tribunale Francesco Caruso, giudice a latere Massimiliano Cenni.

“È stata una strage che ha tentato di sabotare la democrazia italiana, che ha colpito le vittime, la città e l’Italia intera” ha detto l’avvocato Andrea Speranzoni, che rappresenta i parenti delle vittime della Strage del 2 agosto 1980. “Oggi è un’udienza in cui disveleremo le prove che intendiamo portare all’attenzione della Corte. Dentro quest’esposizione spiegheremo anche quella che è l’impostazione che verrà data al processo. È un’udienza fortemente desiderata dai familiari delle vittime che assistiamo, pertanto è un giorno importante, 41 anni dopo il fatto, un processo ai mandanti. Questo è il punto fermo da cui oggi iniziamo. Un processo difficile, sicuramente, che guarda un quadro articolato di fatti al centro del quale ci sono Bellini, Catracchia e Segatel. È un processo che si preannuncia articolato, lungo, ma anche un ritmo d’udienza serrato”.

In aula ci sono anche il sindaco Virginio Merola, in fascia tricolore e la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein.
Mi sento come Sacco e Vanzetti” ha detto Bellini, prima di entrare in aula. Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, attivisti e anarchici italiani che furono arrestati, processati e condannati a morte con l’accusa di omicidio di un contabile e di una guardia del calzaturificio Slater and Morrill di South Braintree, negli Stati Uniti, nel 1927. Solo cinquant’anni dopo la morte furono riconosciuti gli errori giudiziari commessi nel processo e la loro memoria venne riabilitata. “Anche Mambro, Fioravanti, Ciavardini hanno detto che erano tutti vittime della strage. Gli è andata male: hanno preso l’ergastolo. Dovrebbe stare attento Bellini – dice il presidente dell’Associazione delle vittime del 2 agosto 1980 Paolo Bolognesi ai cronisti durante una pausa dell’udienza del nuovo processo iniziato oggi a Bologna – a fare queste dichiarazioni perché portano sfortuna. Mi auguro solo che Bellini si difenda nel merito e non con queste battute assurde che fanno solo male alle vittime e alla città di Bologna. Ho definito questo processo un processo epocale. Non si fa solo il punto sui mandanti della strage di Bologna, ma si va anche prima della strage e dopo”.

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