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Ultimo aggiornamento: 14:16 del 12 Aprile 2021

Vaccini, De Luca non vuole procedere per fasce d’età: “Lavoreremo anche sui settori economici”

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“La Campania è stata una Regione tra le più rigorose d’Italia, ma una cosa è il rigore, altro è la stupidità. Ho parlato con il commissario Figliuolo e gli ho detto che, una volta completati gli ultra 80enni, noi non intendiamo procedere esclusivamente per fasce d’età“. È quanto affermato dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a Benevento a margine dell’inaugurazione dello sportello Spazio Lavoro che sarà attivo in Confindustria. Il governatore ha specificato che la Campania “dedicherà la struttura pubblica per curare i fragili e le persone anziane, ma – ha aggiunto De Luca – lavoreremo su due piani e lavoreremo anche sui settori economici“. Secondo De Luca, infatti, procedendo “solo per fasce d’età” il rischio è che “quando avremo finito le fasce d’età l’economia italiana sarà morta”. “Abbiamo bisogno di tutelare la salute ma anche di dare il pane alla gente – ha concluso il governatore – La nostra linea è diversa da quella che ha scelto il Governo: tutela delle persone fragili, ma anche rilancio delle attività economiche”.

Insomma, appunto, De Luca ha deciso di non seguire il nuovo piano della struttura commissariale per l’emergenza coronavirus, messo in campo dopo le parole del presidente del Consiglio, Mario Draghi, pronunciate giovedì durante la conferenza stampa, con le quali il premier ha sottolineato l’importanza di vaccinare prima i più fragili. Secondo l’ultima ordinanza emanata da Francesco Paolo Figliuolo, infatti, priorità va data a “persone di età superiore agli 80 anni, persone con elevata fragilità e, ove previsto dalle specifiche indicazioni, ai familiari conviventi, caregiver, genitori/tutori/affidatari”, poi seguiranno le “persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni, e, a seguire, quelle di età compresa fra i 60 e i 69 anni”. Parallelamente a queste categorie – si legge ancora nell’ordinanza – “è completata la vaccinazione di tutto il personale sanitario e socio sanitario in prima linea nella diagnosi, nel trattamento e nella cura del Covid-19 e di tutti coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private”. Solo a seguire, si legge, toccherà alle altre categorie considerate “prioritarie dal piano nazionale, parallelamente alle fasce anagrafiche secondo l’ordine indicato”.

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