“Eravamo prigionieri di una provincia in cui trovare una propria originalità era una scommessa”: parole di Max Pezzali che in una lunga intervista al Corriere della Sera ha raccontato la sua vita a Pavia, la volontà iniziale di una carriera diplomatica (“Poi un giorno qualcuno mi fece notare che mi chiamavo Pezzali, che non avevo due cognomi, tipo Cimarosa di Camerino, e che ero figlio di due fioristi di Pavia”), la decisione di scrivere canzoni e i sogni di tutta la vita. Non solo. Le ragazze, l’amore: “Molti di noi erano come paralizzati di fronte al mondo. Perché se vivevi in provincia eri davvero provinciale. Non sapevi come comportarti con le ragazze, quando andavi in discoteca e arrivavano le donne da Pieve Emanuele o da Rozzano ti sembravano delle dee”. Una chiacchierata fatta di amicizie (quella con Jovanotti e Bugo), di successi voluti da Claudio Cecchetto (“Come mai”, e non ha sbagliato…) e di amori mai vissuti: “C’era una modella che mi piaceva molto. Si chiamava Padma (Lakshmi, ndr), era coltissima e cucinava pure bene. La conobbi a Pantelleria, girò un video con noi. Trascorremmo serate belle, a chiacchierare nei dammusi. Com’è finita? È finita che lei ha sposato Salman Rushdie”. La vita dii Max, altro che provinciale (o forse bella proprio perché da lì parte). Lui ha sposato Debora Pelamatti, che è stata a lungo sua amica: “Sì, con mia moglie l’amore è venuto dopo una lunghissima amicizia. Un giorno ci siamo detti: bene, da adesso si cambia”.

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