L’Aula del Senato ha dato il via libero definitivo al disegno di legge delega sull’assegno unico per i figli. L’ok è stato quasi unanime con 227 sì, nessun no e 4 astenuti, come avvenuto alla Camera dove lo scorso luglio i voti a favore erano stati 452 con un solo astenuto. “Il primo passo di una riforma storica”, ha detto la ministra della Famiglia Elena Bonetti (Iv), parlando di “un provvedimento importante perché inizia un tempo nuovo, del futuro, della ripartenza. Confermo a nome del governo l’impegno di dare seguito alla delega attuando l’assegno entro il termine del primo di luglio come previsto”. Nei prossimi tre mesi, dunque, andranno scritti e varati i decreti attuativi.

“Finalmente anche l’Italia avrà una misura semplice, equa, continua, robusta e per tutti a sostegno dei figli”, ha commentato dal canto suo il deputato Pd Stefano Lepri, che aveva presentato una proposta di legge sull’assegno universale già nel 2014. “Una riforma epocale, che permetterà di far ripartire la natalità, sostenere le famiglie, contrastare le disuguaglianze e la povertà minorile, tutelare i servizi di welfare e la previdenza, stimolare i consumi. Una riforma votata da tutto il Parlamento, quindi di tutto il popolo italiano”.

Anche il senatore dem Tommaso Nannicini ha rivendicato al Pd la paternità della misura: “Non nascondo l’orgoglio e la soddisfazione del Pd perché un pezzo del programma elettorale del 2018, che metteva il contrasto alla denatalità e il sostegno all’occupazione femminile al centro della nostra proposta politica, diventa legge dello Stato. Da domani il Pd metterà tutte le sue energie perché non prevalgano superficialità e autocompiacimento, perché nella fase di attuazione si faccia bene e si faccia in fretta l’assegno unico universale per i figli”. Nello scrivere i decreti attuativi “servono tre scelte politiche”, ha detto, “fare bene l’assegno, investire in infrastrutture sociali per l’infanzia, investire più risorse: servono un miliardo, forse 2 perché nessuno ci rimetta e 2 miliardi per i contributi ai datori di lavoro. Per rimuovere gli ostacoli al desiderio di avere figli bisogna superare la logica della conciliazione in favore di politiche di condivisione delle esigenze di cura dei figli e della carriera dei genitori, con congedi di paternità paritari, congedi genitoriali estesi, part time agevolato di coppia e aiuti alle imprese per il grande sforzo di sostenere le politiche contro la denatalità”.

Al derby per attestarsi il merito della norma ha partecipato ovviamente anche il leader di Iv Matteo Renzi: “La Leopolda del 2019 è stato dove lei ministro”, ha detto rivolgendosi alla Bonetti, “ha presentato una proposta organica che ha permesso in 16 mesi la prima vera risposta. Le diamo atto di aver fatto un grande lavoro. Questo dare atto voglio condividerlo con il presidente Draghi e il presidente Conte, perché entrambi hanno avuto l’intelligenza di credere in questo provvedimento”. Ora, secondo Renzi ci si deve impegnare affinché “il family act vada avanti oltre l’assegno unico e universale”.

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