È morto a Milano a poco più di 65 anni il Maestro della fotografia Giovanni Gastel. Come riportato dall’Ansa, era stato ricoverato all’ospedale Fiera di Milano a causa dell’aggravarsi dello stato di salute dopo essere stato contagiato dal coronavirus. Nato nel dicembre ’55, figlio di Giuseppe Gastel e Ida Visconti di Modrone, nipote di Luchino Visconti, Giovanni Gastel è stato un gigante della fotografia, arrivando a firmare campagne per Missoni, Trussardi, Versace, Dior e documentando negli anni la nascita e il boom del Made in Italy. Con il tempo poi ha scoperto anche la passione per i ritratti, non solo di soggetti famosi come Barack Obama o Monica Bellucci ma anche, con generosità, di amici e conoscenti. Con il suo obiettivo ha immortalato, tra gli altri, anche Ettore Sottsass, Roberto Bolle e Marco Pannella.

Il suo lavoro è culminato in una recente mostra al Museo Maxxi di Roma, con una selezione di 200 ritratti di persone del mondo della cultura, della moda, dell’arte, della musica e della politica che lo stesso Gastel ha incontrato durante i suoi 40 anni di carriera. Al mondo dei grandi brand si era affacciato negli anni Ottanta, quando Ferrè lo scelse per una copertina. All’inizio fu accolto con titubanza, volevano Oliviero Toscani. Non ci volle molto però che dopo quella prima uscita Gastel divenne il punto di riferimento per i grandi marchi nazionali, ed internazionali. Da Milano si spostò in Francia, lì lo aspettava il lavoro con Dior. Il legame tra Gastel e la moda negli anni è diventato inscindibile, fu lui a spiegare quanto immortalare i capolavori di stilisti avesse riqualificato il ruolo della fotografia.

Prima della grande mostra al Museo Maxxi, aveva speso una parola per i suoi soggetti. E di ognuno, in una lunga intervista all’Ansa, aveva restituito un aneddoto. Obama gli aveva regalato una grande risata alla domanda sul perché gli Stati Uniti avessero scelto Trump dopo di lui, mentre a Bebe Vio aveva confessato una sua particolarissima visione del mondo che verrà: “Tu sei un super eroe. Racconti quello che saremo tra 100-200 anni“.

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