La gravidanza costituisce un momento molto delicato e ricco di cambiamenti sia per il corpo della donna che per la vita della coppia: pone infatti nella condizione di ristrutturare il proprio modo di concepire il legame – siamo in tre, ma ancora in due –, la propria intimità e la prospettiva del futuro.

Nel momento in cui vi è la scoperta del concepimento inizia anche l’incremento delle proprie aspettative, ma anche dei propri timori: sarò in grado di essere un bravo genitore? Come cambierà la mia vita adesso? Sarà un bambino sano? Come devo comportarmi affinché la gravidanza giunga a buon termine? Tutti dubbi e interrogativi leciti, che mai come in questo momento risultano esacerbati dal periodo che stiamo vivendo. Diventare genitore in questo periodo storico significa trovarsi a dover fare i conti con molte più ansie rispetto alla possibilità di ammalarsi, con molta più cautela di avvicinarsi agli altri, ed una diminuita dose di serenità. Il timore di poter trasmettere il virus al feto è sempre in agguato, così come quello di poter essere maggiormente a rischio di infezioni respiratorie.

La buona notizia: le ricerche mediche suggeriscono che le donne in dolce attesa non sembrano presentare un maggior rischio di contrarre il SARS-CoV-2 rispetto al resto della popolazione, né risultano evidenze di trasmissione dalla madre al feto, sebbene una minima percentuale di rischio di trasmissione sussista dopo la nascita. Tuttavia, l’allattamento al seno e il contatto col bambino, in particolare il rooming-in, ovvero la permanenza del bambino nella stessa stanza della madre fin da subito dopo il parto, sono possibili e vanno sostenuti pur adottando delle precauzioni.

E la sessualità? Una recente ricerca ha messo in rilievo come in moltissimi casi il sesso durante la gravidanza resti un tabù: secondo questo studio durante il primo trimestre oltre il 20% delle coppie smette completamente di fare sesso, una percentuale che raggiunge l’80% varcata la soglia del terzo trimestre. In questo periodo sopraggiunge anche la contrapposizione tra corpo come involucro e corpo sessuato, fra essere madre ed essere amante, spesso emotivamente di difficile risoluzione. Anche il partner fa talvolta fatica ad operare questo distinguo, che richiede una buona integrazione cognitiva dei due opposti.

A questo complesso quadro occorre aggiungere anche la paura frequente, totalmente infondata, che il sesso durante la gravidanza possa risultare nocivo per il feto. In generale i medici hanno rilevato come sia possibile continuare una regolare attività sessuale durante tutti i novi mesi di gestazione, sia essa naturale o risultato della fecondazione assistita. I rapporti sessuali sono sconsigliati soltanto in alcuni casi specifici, ovvero in occorrenza di gravidanze a rischio o di precoce dilatazione della cervice (incontinenza uterina).

Secondo le ricerche statistiche, la riduzione dei rapporti sessuali in gravidanza si verificherebbe soprattutto nel primo e nel terzo trimestre. Durante i primi tre mesi, in particolare, l’attività sessuale si riduce per via dei malesseri fisici e dei sintomi che accompagnano questo periodo, come nausea e stanchezza, i quali tendono a scomparire nel corso del trimestre successivo. Inoltre durante il primo trimestre l’azione degli ormoni, in particolare l’aumento degli estrogeni e del progesterone e la diminuzione del testosterone, possono avere un’influenza negativa sul desiderio sessuale. Il progesterone può però portare ad un aumento dell’irrorazione sanguigna nei tessuti vaginali, rendendo la zona genitale più lubrificata e di conseguenza più sensibile; la congestione vascolare dei tessuti genitali, da questo punto di vista, può facilitare la risposta orgasmica.

Negli ultimi tre mesi, invece, l’aumento dell’ingombro fisico del pancione e le preoccupazioni per il parto imminente possono essere un deterrente a una serena attività sessuale.

Generalmente, però, il sesso nel corso dei nove mesi non solo non è sconsigliato, ma secondo un recente studio pubblicato anche nelle “Linee Guida sulla gravidanza fisiologica” del Ministero della Salute, può avere importanti effetti benefici sul decorso della gestazione. Secondo questa ricerca, infatti, una frequenza di 1 o 2 rapporti sessuali alla settimana è associata a una minore incidenza di parti pretermine. Quest’ultima diminuisce ulteriormente se i rapporti sessuali sono 3 o 4 a settimana. Inoltre, il sesso durante la gravidanza ha anche la funzione, soprattutto nell’ultimo periodo della gestazione, di preparare la muscolatura pelvica per il parto.

Inoltre, non tutti sanno che in alcuni casi, nel secondo trimestre, per effetto delle produzioni ormonali di origine ovarica, la donna può sperimentare orgasmi più frequenti ed intensi. La riduzione di molti sintomi fastidiosi e una sopraggiunta maggiore serenità della coppia sull’andamento della gravidanza sono dei fattori essenziali per una buona attività sessuale. Come rivelano molti studi questo periodo si caratterizza nell’80% dei casi per un miglioramento della sessualità di coppia sia sotto il fattore del desiderio sia per quanto concerne la soddisfazione.

Durante il terzo trimestre di gravidanza circa il 75% delle coppie riporta una riduzione della vita sessuale, imputabile soprattutto alle difficoltà tipiche di questa fase: pienezza addominale, dolori lombari e sensazione di affaticamento. In generale, in questo periodo è consigliabile evitare pressioni sul ventre durante i rapporti sessuali e modificare le posizioni del coito per evitare di schiacciarlo.

Occorre comunque precisare che il sesso in gravidanza può essere un elemento positivo anche per il feto: in particolare, gli specialisti ritengono che quest’ultimo possa beneficiare degli effetti positivi correlati al rilascio di endorfine durante l’attività sessuale.

Non va inoltre trascurato neanche l’aspetto psicologico: l’intimità fra i partner, infatti, può rafforzare un clima di rilassatezza, utile per affrontare sia il parto che i primi mesi dopo la nascita.
Minime le controindicazioni, molti i benefici: dunque, perché non farlo? Con qualche piccolo accorgimento, sarà così possibile rinforzare il legame della coppia e favorire la preparazione ad accogliere con pienezza il nuovo nato.

Con la collaborazione della dr.ssa Elisa Ginanneschi

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