Il climatologo Luca Mercalli è intervenuto nella diretta “Covid e fuga nei piccoli borghi, tra mito e realtà” trasmessa venerdì sui canali social del Fatto Quotidiano e di Fq MillenniuM, il nostro mensile di inchiesta e approfondimento. Mercalli, sollecitato dalle domande di Mario Portanova e Paolo Dimalio, ha parlato della sua esperienza personale: “Io vivo in montagna la maggior parte dell’anno e se ho bisogno di scendere in città lo faccio. Io lavoro benissimo grazie al fatto che il telelavoro è stato un grande fattore abilitante della possibilità di essere decentrati rispetto ai luoghi urbani”. E a chi gli contesta che il lavoro a distanza spesso innesca problemi legati alla socialità, Mercalli ribatte: “Non ho problemi di socialità. Non devo andare dallo psicologo. Nei piccoli centri c’è un altro tipo di socialità, tante volte in città siamo più soli. Io vivo in un borgo di venti case e c’è più socialità qui che in una grande città dove c’è forse la sensazione di essere vicini, ma magari non c’è affinità, non c’è dialogo”.

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