Nuovo ministero per la Transizione ecologica (a cui affidare le politiche energetiche), meno imposte alle società benefit, consiglio superiore per lo sviluppo sostenibile e riduzione dei sussidi ambientalmente nocivi. In pratica, tutta la politica ambientale di un governo. È quanto contenuto nel post che Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog poco prima di incontrare i vertici M5s e meno di un’ora prima di andare al tavolo con Mario Draghi. “In alto i profili”, è il titolo della sua riflessione: di fatto un programma in 10 punti da proporre al presidente del Consiglio incaricato. Al termine dell’incontro con i ministri, infatti, Grillo ha aggiunto altri cinque punti: la creazione di un ministero per i giovani, il gemellaggio con one planet summit, l’inserimento nella Costituzione dello “sviluppo sostenibile”, garanzia giovani e un fondo pensioni complementari per la transizione ecologica.

Il post di Grillo si chiude rievocando Radio Londra che, ha poi spiegato ai suoi, è “simbolo della resistenza”: “Le fragole sono mature. Le fragole sono mature“. Le 10 proposte ruotano intorno a due grandi temi: ambiente e giovani. Da una parte quindi la transizione ecologica, con un ministero che dovrebbe guidare le nuove politiche energetiche e con un Fondo pensione ad hoc. Ma anche con la partecipazione a one planet summit, la piattaforma che riunisce attori pubblici e privati per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Poi c’è lo sviluppo sostenibile, citato anche da Giuseppe Conte nel suo discorso di giovedì fuori da Palazzo Chigi: Grillo propone un “Consiglio superiore per lo sviluppo sostenibile”, citando gli esempi di Germania e Francia. Temi che sono da sempre punti cruciali per il M5s e che con il Green Deal europeo sono ora anche tra le priorità della Commissione europea a guida Von der Leyen.

Restando in tema ambientale, il garante del M5s affronta nelle sue proposte anche il tema dei Sad, i sussidi ambientalmente dannosi. In Italia valgono 35,7 miliardi di euro, nel 2020 è stata istituita la ‘Commissione interministeriale per lo studio e l’elaborazione di proposte per la transizione ecologica e per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi’, ma alla fine non c’è stato nessun taglio, nonostante le proposte portate avanti dal ministro Sergio Costa. L’altro grande macro-tema sono appunto i giovani e il loro ingresso nel mondo del lavoro. Viene proposto un ministero ad hoc e viene rilanciato “garanzia giovani“, il programma di iniziative ideato dall’Unione europea e finalizzato a migliorare l’occupabilità dei giovani under 30, in particolare i Neet (i ragazzi non impegnati nello studio, né nel lavoro o nella formazione).

Ecco, quindi, punto per punto le proposte avanzate da Grillo:

1)Creare un ministero per la transizione ecologica. Fondere in un ministero per la transizione ecologica gli attuali ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico. Come hanno fatto Francia e Spagna, e altri Paesi. Nominare ministra/o un persona di alto profilo scientifico e di visioni”, scrive Grillo.

2)Energia al ministero per la transizione ecologica. Dare la competenza della politica energetica al nuovo ministero per la transizione ecologica o almeno all’eventuale superstite Ministero dell’ambiente. Come è in Francia, Svizzera e altri paesi”, è un altro punto di Grillo.

3) Poi “creare un ministero per i giovani per coordinare tutte le attività a loro favore. L’Italia ha in Europa i massimi livelli di disoccupazione, emigrazione e povertà giovanili”.

4) Quarto punto: gemellaggio con one planet summit. “L’Italia”, si legge, “dovrebbe anche gemellarsi con l’iniziativa della Francia che si chiama One Planet Summit e che riunisce ogni anno a Parigi i maggiori attori pubblici e privati della finanza mondiale che si impegnano per finanziare la transizione ecologica. Proporre di fare il prossimo One Planet Summit a Roma, e i successivi in altre capitali europee, coinvolgendo così l’intera Europa”.

5) Scrivere in Costituzione “lo sviluppo sostenibile”: “Esplicitare nell’articolo 2 e 9 della Costituzione i principi di responsabilità generazionale e ambientale” modificandoli in questo modo: Art.2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale anche nei confronti delle generazioni future. Promuove le condizioni per uno sviluppo sostenibile. Art.9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr artt. 33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Riconosce e garantisce la tutela dell’ambiente come diritto fondamentale”.

6)Meno imposta alle società benefit. Ridurre alle “società benefit” e a quelle che lo diventino l’imposta sul reddito d’impresa dall’attuale 24% (ora uguale per tutte le imprese) alle – al 20% per grandi ”società benefit, es. con più di 5 milioni di fatturato) – al 15% per ”PME società benefit”. Se grandi società come ENEL, ENI, Barilla, etc diventassero Benefit, sarebbe una rivoluzione. Es. Danone è una ”società benefit””, si legge ancora.

7) Consiglio superiore per lo sviluppo sostenibile. Creare anche in Italia, come in Germania, Francia e altri Paesi, un Consiglio superiore per lo sviluppo sostenibile con pochi membri, in numero dispari tra 5 e 9, composto di personalità di altissimo profilo scientifico, nominate dal presidente della Repubblica per un lungo mandato (5-10 anni). Una specie di “Corte suprema per lo sviluppo sostenibile”. Con valore consultivo, ma con grande autorevolezza e intensa comunicazione pubblica”, prosegue Grillo.

8) Poi, “ridurre sussidi ambientalmente nocivi. (20 miliardi) Calendarizzando la riduzione con urgenza. Con ammortizzatori tecnici/fiscali/sociali per le categorie svantaggiate (es. agricoltori). La Commissione europea ci dice: volete spendere i nostri 80 miliardi per ridurre l’impatto ambientale, ma state spendendo i vostri 20 miliardi con sovvenzioni che lo aumentano”, prosegue Grillo.

9) Quindi Garanzia giovani: “Se dopo 4 mesi dal compimento dei 18 anni un giovane non ha né lavoro né studio (NEET) offrirgli: a) corsi di formazione b) praticantati c) denaro o buoni d’acquisto. d) finanziamento per start-up. Più favorevole se startup eco-sociale”.

10) Infine, fondo pensioni: “Creare un fondo pensioni complementari per la transizione ecologica vincolato a: – comprabile solo da abitanti italiani, – investe solo in aziende e fondi sostenibili. Versando in questo fondo gli anziani potrebbero fare qualcosa di collettivo a favore delle generazioni dei loro figli e nipoti. Fondo garantito da Cassa depositi e prestiti”.

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