Roma, 9 gen. (Adnkronos) - "La presidente Meloni ha detto testualmente: 'noi togliamo al Parlamento la possibilità di eleggere un pezzo del Csm'. Forse nella foga di nascondere le vere finalità della riforma della magistratura, cioè indebolirla e renderla supina alla politica, Meloni si è confusa e ha dimenticato il testo che ha preteso di far approvare". Lo affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.
"Se passasse la riforma, il Parlamento continuererebbe a eleggere un terzo dei componenti dei Csm che però peserebbe molto più di oggi, dal momento che i partiti della sola maggioranza di governo se li sceglierebbero, mentre i togati sarebbero presi a caso con un sorteggio integrale, come fosse una tombola natalizia. In ogni caso la presidente Meloni oggi ha voluto maldestramente negare che la riforma consenta alla politica di allungare le mani sulla magistratura".
"Il primo a smentirla è il ministro Nordio, che ha detto che la riforma serve alla politica per recuperare il suo primato e che la sua approvazione converrebbe a tutti i partiti politici. Meloni dica ai cittadini la verità, se vuole vincere il referendum in trasparenza: i due nuovi Csm avranno membri laici, di nomina politica, molto più forti dei togati, e la nuova Alta Corte Disciplinare, la mordacchia che si occuperà dei procedimenti disciplinari per mettere sotto scacco i magistrati, avrà ben 6 componenti su 15 nominati dal Parlamento e dal Quirinale, che forse un giorno sarà più debole e non più super partes, come invece è oggi, anche alla luce della riforma del Premierato. In più, il presidente dovrà per forza essere uno dei laici-politici. A suggellare il tutto, la riforma stabilisce che i magistrati raggiunti da provvedimento disciplinare non potranno fare ricorso al giudice terzo della Cassazione ma solo alla medesima Alta Corte, come un criceto sulla ruota. Questa sarebbe la difesa dell'indipendenza della magistratura? Il suggello finale sarà poi mettere i Pm sotto le direttive del governo, come avviene ovunque ci sia la separazione delle carriere e come il centrodestra si è fatto scappare a più riprese con le solite affermazioni dal sen fuggite ma anche con proposte di legge scritte".