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Record del Nasdaq nel giorno del giuramento di Joe Biden. Ma nei quattro anni di Trump Wall Street è cresciuta del 50%

Wall Street spinta dall'attesa per i nuovi stimoli e dalle buone trimestrali. Nelle 11 settimane dalle elezioni ad oggi la borsa americana ha guadagnato oltre il 12%, miglior risultato da quasi un secolo
Record del Nasdaq nel giorno del giuramento di Joe Biden. Ma nei quattro anni di Trump Wall Street è cresciuta del 50%
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Wall Street accoglie il nuovo presidente Joe Biden con un nuovo record storico, quello del listino Nasdaq che supera i 13.467 punti, con un rialzo nell’ultimo anno di oltre il 43%. L’indice è spinto anche dal boom di uno dei suoi “gioielli”, ossia Netflix che dopo aver comunicato risultati migliori delle attese e un incremento degli abbonati favorito anche dai lockdown vede il suo titolo volare del 17%. Ma in generale è tutta la borsa statunitense ad essere ben intonata. Le trimestrali dei big sono state sinora incoraggiante, oggi la banca d’affari Morgan Stanley ha comunicato un aumento degli utili del 22% nel 2020 a 10 miliardi di dollari. I mercati sono soprattutto sedotti dal nuovo maxi piano di stimoli all’economia da 1.900 miliardi di dollari annunciato da Biden.

Nelle 11 settimane trascorse tra le elezioni del 3 novembre e ieri, l’indice S&P 500, il più rappresentativo di Wall Street, è salito del 12,76%. Un rally che colloca il neo presidente Biden al secondo posto nella classifica dei nuovi presidente e delle performance sui mercati, dopo il repubblicano Herbert Hoover, eletto nel 1928 e che ha portato ad un rialzo del 13,29% tra il giorno delle elezioni e quello del suo insediamento alla Casa Bianca. E’ giusto tuttavia dare a Trump quel che è di Trump, durante i 4 anni della sua presidenza lo stesso indice ha registrato un progresso di oltre il 50%. Un risultato che Trump non ha mancato di rimarcare nel suo discorso di congedo di questa mattina. Va però detto che quello attuale è un periodo piuttosto particolare per i mercati statunitensi e per quelli di tutto il mondo, sostenuti dalle vigorose ed ultra espansive politiche monetarie delle banche centrali.

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