Una copia del Salvator Mundi di Leonardo da Vinci è stata recuperata dalla polizia dopo essere stata rubata da un museo di Napoli. L’opera d’arte, probabilmente dipinta da uno degli allievi del maestro rinascimentale, è stata scoperta in un appartamento partenopeo durante una perquisizione. Il proprietario dell’appartamento, un incensurato 36enne che lavora nel mondo del commercio, ha affermato di averlo “trovato in un mercatino dell’usato”. La polizia ha fermato l’uomo per ricettazione e in attesa della convalida del fermo gli inquirenti hanno avvisato il priore della basilica di San Domenico Maggiore a Napoli che dovrà riconoscerne la validità.

La copia del dipinto leonardesco era rimasta custodita, almeno fino a marzo scorso, in un armadio nella Sala degli arredi sacri della basilica. L’armadio, secondo gli inquirenti, si può aprire solo con una antica chiave depositata in una cassaforte. Purtroppo ad oggi non è ancora chiara la dinamica del furto. Si sa invece da tempo che del celebre dipinto di Leonardo (450 milioni di dollari il suo valore, ndr) ne sono state fatte alcune copie nella bottega del maestro agli inizi del ‘500. Sullo stesso Salvator Mundi di Leonardo, battuto appunto all’asta di Christie’s nel 2017, non tutti gli studiosi ed esperti d’arte ne concordano la paternità autorevole.

All’intrico di partenza si è recentemente aggiunta l’uscita di una studiosa d’arte, tal Annalisa Di Maria, che ha recentemente sostenuto che quel Salvator Mundi non è un dipinto originale di Leonardo, anzi è stata lei ad aver scoperto il bozzetto originale di quell’opera in una collezione privata a Lecco. Le considerazioni della Di Maria, in buona sostanza, dimostrerebbero che il quadro da 450 milioni di dollari non è attribuibile a Leonardo ma il bozzetto da lei ritrovato sì. Sul sito web della basilica di San Domenico Maggiore la storia della copia rubata e ritrovata del presunto costosissimo falso, infine, viene ricostruita nei dettagli. Il dipinto venne realizzato presumibilmente tra il 1508 e il 1513 a Roma dall’allievo Leonardo Girolamo Alibrandi poi portato a Napoli dal ricco signore Giovanni Antonio Muscettola per decorare la cappella di famiglia. La copia del Salvator Mundi appena ritrovata è infine ritornata di passaggio a Roma in prestito per la mostra del 2019 “Leonardo a Roma”.

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