C’è la prima defezione tra le fila dei renziani per tornare nel Partito democratico: il deputato di Italia viva Vito De Filippo, interpellato dall’agenzia Ansa, ha annunciato il suo addio a Matteo Renzi. “È stata sbagliata la scelta di Italia Viva di aprire la crisi mentre il Paese è attraversato da tante difficoltà e sofferenze”, ha dichiarato. “Per questo lunedì voterò la fiducia al governo. Ho deciso di continuare il mio impegno parlamentare per favorire l’uscita dall’emergenza sanitaria e sociale e la necessaria ripresa economica nel gruppo del Partito democratico riprendendo il filo di un percorso che viene da lontano e in questo senso ringrazio il segretario Zingaretti ed il capogruppo Delrio”.

De Filippo è stato presidente della Basilica dal 2005 al 2013. Nel 2014 ha ricoperto il ruolo di sottosegretario alla Salute nel governo Renzi, mentre nel 2016 è diventato sottosegretario all’Istruzione nel governo Gentiloni. A novembre scorso era stato scelto per la cabina di regia nazionale di Italia viva. “A Vito De Filippo che torna nel gruppo Pd un caldo bentornato”, ha commentato poco dopo il capogruppo dem Graziano Delrio. “Votare la fiducia al governo ritenendo la crisi una scelta sbagliata e contraria agli interessi del Paese è decisione che apprezziamo e siamo sicuri che il suo rinnovato impegno nel Pd sarà un contributo importante per la nostra azione”.

L’annuncio di De Filippo è arrivato in un momento molto delicato e proprio nelle ore in cui continuano le interlocuzioni per riuscire a raggiungere il numero sufficiente di “responsabili” per sostenere la maggioranza. La prima preoccupazione per Conte e i suoi è naturalmente il Senato, dove i numeri senza i 18 senatori renziani non ci sono. Alla Camera la situazione è più tranquilla, ma il passaggio di De Filippo potrebbe essere un primo segnale. Intorno alle 17.30 Renzi ha radunato i parlamentari di Italia viva in una riunione online proprio per cercare di ricompattare le truppe. Proprio ieri, per evitare il fuggi fuggi dal gruppo, aveva annunciato l’intenzione di astenersi in caso di voto di fiducia all’esecutivo. Una scelta conservativa che però, per molti dei parlamentari che hanno seguito Renzi potrebbe non bastare.

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