Traffico, rifiuti, smog, efficientamento energetico: sul Piano Aria Clima di Milano la parola passa ai cittadini. La delibera di adozione approvata il 21 dicembre 2020 dal Consiglio comunale è stata pubblicata nei giorni scorsi in Albo pretorio: dal 12 gennaio e per 45 giorni sarà possibile presentare osservazioni attraverso il portale Milano Partecipa. Successivamente il documento dovrà essere nuovamente inviato al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Il piano, articolato in 49 azioni, è lo strumento che dovrebbe consentire a Milano di raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea sulla neutralità carbonica. Il capoluogo lombardo è il primo Comune italiano a dotarsi di questo strumento programmatico, definito su fasi temporali a medio e lungo termine con scadenze al 2025, 2030 e 2050. Il Piano è diviso in cinque ambiti: salute, connessione e accessibilità, energia, temperatura e consapevolezza. Per ciascuno, vengono indicati una serie di obiettivi e misure.

NUOVE E VECCHIE SFIDE – Davanti c’è la necessità di rientrare al più presto entro i limiti di legge stabiliti per il particolato (PM10) e il biossido di azoto (NO2), come prescritto nell’ambito delle infrazioni avviate nei confronti dell’Italia e quella dichiarazione di emergenza ambientale del 20 maggio 2019 (mozione del Consiglio Comunale) che ha elevato al 45% l’obiettivo di riduzione (rispetto al 2005) della CO2 per il 2030. Ma ci sono anche nuove esigenze, anche quelle legate al clima e ai suoi effetti. Nel rapporto Il clima è già cambiato, presentato dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente a novembre 2020, infatti, è emerso che Milano è tra i territori con i maggiori danni dovuti a fenomeni metereologici estremi tra il 2010 e il 2020, insieme ad altri centri urbani che, in generale, sono i più colpiti. E lo dimostrano, per esempio, le numerose esondazioni dei fiumi Seveso e Lambro.

TRAFFICO E MOBILITÀ SOSTENIBILE – Tra i principali obiettivi il dimezzamento del traffico veicolare (riferito solo alle automobili) che potrà essere raggiunto lavorando su più fronti. In primis su quello del trasporto pubblico, realizzando il 55% di chilometri in più rispetto a oggi di metropolitana e metrotranvie entro il 2030 (ovvero passando dagli attuali 127 chilometri a 195 chilometri) e di altri 60 chilometri nei 15 anni successivi. E poi sul fronte della mobilità alternativa e sostenibile, potenziando la ciclabilità con nuovi percorsi (100 chilometri in realizzazione in 12 mesi tra il 2020 e il 2021), la diffusione delle zone con un limite di velocità di 30 chilometri orari (più che raddoppiate in un anno) e istituendo una ‘Zero emission zone’. Secondo le stime del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), arrivare per esempio a un calo degli spostamenti su auto privata del 50% significherebbe ridurre di oltre un milione al giorno gli spostamenti su auto, diminuendo il numero di auto in circolazione ogni giorno di circa 450mila. Previsti anche un piano parcheggi per residenti in strutture verticali, il potenziamento dei parcheggi di interscambio e un piano per la logistica merci, su approvvigionamento e spostamenti in città.

RIFIUTI E SPRECO ALIMENTARE – Entro il 2028 vengono posti una serie di target: riduzione della produzione di rifiuti urbani (scendendo a una produzione annua pro capite massima di 422 chilogrammi ad abitante) e almeno il 75% di raccolta differenziata a livello comunale. Si vuole anche massimizzare il recupero di materia e di energia. Per i rifiuti da imballaggio si punta a un riciclo di almeno il 68% in peso. Tra le azioni anche un piano contro lo spreco di cibo che prosegue le azioni già avviate di Food policy: l’obiettivo è una riduzione del 50%.

EFFICIENTAMENTO ENERGETICO – Sul tema dell’efficientamento energetico degli edifici, si va dall’edilizia scolastica a quella popolare comunale (con l’abbattimento al 50% dei consumi di combustibile) e un piano di manutenzione che riduca le spese per gli inquilini. Proprio le scuole contribuiranno all’obiettivo di decuplicare in dieci anni i metri quadrati di tetti e pareti verdi architettonicamente integrate negli edifici a Milano: si passerà dagli attuali mille metri quadri a 10mila sugli edifici comunali. E per quanto riguarda l’edilizia privata, il piano prevede incentivi equi per fasce di popolazione fragile economicamente al fine di incentivare il cambio di caldaie e la coibentazione degli edifici. Sulle fonti rinnovabili è invece prevista la posa di nuovi pannelli solari per 60mila metri quadri e azioni condivise tra Comune e A2a per l’accelerazione della produzione di energia pulita, verso la neutralità dal carbonio. Fra gli obiettivi del Piano anche la forestazione urbana per passare da 480mila a 700mila alberi con 220mila nuovi alberi al 2030.

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