Ci sono cose che non vorremmo sentirci dire. In questo periodo, più del solito. Togliendo da questo mazzo di “cose che non vorremmo sentirci dire” le dichiarazioni serie e importanti, restano quelle più leggere. Più facili. Che pure, bisogna ammetterlo, generano in noi dei micro moti di nervosismo. “Amore, ho mangiato l’ultima palla Lindt fondente ripieno fondente, spero non ti scocci“. Scossa del centro della rabbia pari a 0,0001 della scala FreudJung. “Digiti il numero di telefono dal quale sta chiamando e attenda in linea, la sua posizione in fila è la 43esima“. Scossa del centro della rabbia pari a 0,0002 della scala FreudJung. “I cantanti di Sanremo 71esima edizione non saranno 20 ma 26“. Scossa del centro della rabbia pari a 0,0003 della solita scala inventata. Ebbene, questo feral colpo lo ha inferto Amadeus, oggi, 15 dicembre, durante la conferenza stampa di presentazione del Festivàl. Non è un male, per carità. Fonti certe ci assicurano che Ama sa fare il direttore artistico, e va ‘dritto per la sua strada’: il brano piace a lui, bene. Se così non è, “arrivederci e tante care cose”, non importa chi lo presenta e che discografica ha alle spalle. L’età media si abbassa, la promessa è quella di sentire brani che ascolteremo anche ‘dopo’. D’altronde, con la crisi impietosa che ha messo in ginocchio il settore dello spettacolo, c’era da aspettarsi un Festivàl capace di attirare anche nomi che altrimenti non ci si sarebbero mai “affacciati” sul palco dell’Ariston, bisognosi di un modo per tornare a cantare, a suonare, a far muovere la musica.

Il problema, piccolo per carità, è uno solo. E per risolverlo potrebbe valere la pena rivolgersi direttamente a lui, il Conduttore nel senso più ampio del termine. Ama, per favore, evita i diversivi dell’una passata, anche perché, come detto in conferenza stampa, i big in gara saranno 26 e non 20. A quell’ora non è intrattenimento, è sadismo. Pigliamo, per esempio, il caso di Vittorio Grigolo ma solo perché è il più recente. Immenso tenore italiano, amatissimo in tutto il mondo, uno lo vede alle 21 e dice, “beh, dai, non capisco niente di lirica ma è molto bravo”. Se invece te lo vedi spuntare sul palco all’una passata (da molto), può pure cantare al contrario tutte le canzoni dei Beatles ma l’unica cosa che lo spettatore pensa è “perché caz*o lo stanno facendo? Perché ora? Perché a me?“.

Siamo consapevoli che ci sono tempi tecnici da rispettare, per lo sviluppo dello show e per il conteggio dei voti. Me vedi Ama, avete un po’ tutti questa abitudine di fare “assembramenti di canzoni” (scusate, ma una volta tanto uno sente la necessità di prendere parole che non hanno fatto niente di male e togliere loro la connotazione negativa data dalle circostanze). Benzina sul fuoco. Come quando uno va al ristorante e chiede “posso avere del parmigiano?” e il cameriere risponde “lo chef ha già mantecato“, e lui insiste “ne voglio altro“, e si genera una rissa che spesso finisce a schiaffi in faccia. L’epilogo è un po’ eccessivo, ma il succo è quello: veloce Ama. Non “strozzato”, veloce. E niente canzoni per “spezzare” un Festivàl di canzoni. È complesso, si capisce, nessuno dice che sia semplice e va detto pure che l’edizione scorsa è stata un trionfo, tu e Fiorello avete spaccato, azzeccato tutto. Però “l’effetto ostaggio di Sanremo” è rimasto. Anche perché a una certa ora, l’unica soluzione per tenere svegli gli spettatori è “spilli sugli occhi” come in Opera (un filo eccessivo) o diversivi come “l’atteso confronto tra Brad Pitt, Angelina Jolie e Jennifer Aniston“, “Meghan Markle svela che si è messa con Harry ma ama il principe Filippo“, “Carlo Cracco cucina un riso al salto mentre fa bungee jumping“. Insomma, cosette. Detto questo, si prospetta un bel Festivàl. E Stefano Coletta, direttore di RaiUno, ha rassicurato tutti affermando che sarà un Sanremo tradizionale nel rispetto delle regole anti covid-19 e dei dpcm che nel frattempo saranno entrati in vigore. Non vediamo l’ora. Che Bugo e Morgan siano con te, Ama.

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