Mentre il nostro Paese attualmente diviso in zone a tinte calde attende le feste natalizie più ridotte di sempre, freschi freschi approdano sulle sponde Netflix un film italiano che respira aria internazionale di libertà e utopia e un musical che riporta sulle dolci vette del genere l’intramontabile Meryl Streep.

È stato un ingegnere sognatore Giorgio Rosa. Nel ’68 costruì su una piattaforma il nascente stato con ambizioni d’indipendenza battezzato “Isola delle Rose“. Rose Island è il titolo anglofono affibbiato al nuovo lavoro di Sydney Sibilia e Matteo Rovere. In realtà suona anche meglio dell’originale L’incredibile storia dell’Isola delle Rose. Ma bando alle etichette, qui parliamo di una storia vera che sembra quasi una favola moderna, o di una favola che somiglia a un biopic, se preferite.

Disponibile sulla piattaforma americana dal 9 dicembre, il film vede protagonista un convincente Elio Germano, anche se il suo ruolo fa da più da perno a tanti altri personaggi intorno. Viene affiancato da Matilda De Angelis, nei panni della ex-fidanzata dei rimpianti che ha scelto la pragmaticità di una vita prevedibile ai sogni utopici e libertari di Giorgio.

Proprio lo scontro tra Giorgio e lo Stato Italiano rappresenta il fulcro di quest’avventura in un fatto di cronaca dimenticato dai più. L’isola venne rasa al suolo dal nostro esercito, scusate lo spoiler, e l’acerrimo villain, il Ministro dell’Interno di allora Franco Restivo ha qui il volto spietato di Fabrizio Bentivoglio, mentre il Presidente del Consiglio Giovanni Leone l’espressione più bonaria di Luca Zingaretti.

Per l’occasione la produzione Groenlandia di Rovere&Sibilia ha costruito il set negli Studios di Malta, dove per la prima volta, su una particolare piscina detta “infinity pool” è stato applicato un blue screen di 100 metri per aggiungere in computer graphic il resto della scenografia. L’effetto visivo ci dona un’isola che in panoramica sembra vera e sperduta come un atollo.

Ma a parte l’ottima fattura tecnica il film si farà sicuramente apprezzare dal pubblico globalizzato Netflix, vale a dire giusto quei 193 milioni di spettatori della piattaforma sparsi qui e là. E chissà quanti di loro saranno tentati dalla festosa utopia di Germano e compagni.

Piattaforma che vai, film che trovi, passiamo ad un’altra uscita fissata all’11 dicembre, The Prom, che segna il ritorno al musical di Meryl Streep. Stavolta capeggia un manipolo di artisti di Broadway in caduta libera che si tuffano in un liceo dell’Indiana per aiutare una ragazza omosessuale a vincere gli insopportabili pregiudizi che la ghettizzano insieme alla sua fidanzata, in vista del ballo della scuola.

E sappiamo tutti, almeno dai film, quanto contano i balli di fine anno nella vita sociale degli adolescenti americani. A suon di canzoni che s’inchiodano nella memoria con le loro melodie e messe in scena sfavillanti, questo musical venuto davvero da Broadway prima del passaggio al grande schermo riesce a trattare con leggerezza temi come l’omofobia e le difficoltà interiori del coming out. Pur nella sua giocosità non si abbandona a facili superficialità, quindi risulta da un lato persino di potenzialità didattiche per i messaggi positivi dei quali si fa carico.

Il cast è una splendida bomba a orologeria e la Streep non delude. Inesauribile, offre performance canore che quasi quasi fanno rimpiangere i decenni passati lontana dal musical, seppur spesso impegnata giusto con qualche pietra miliare della celluloide. Toh.

Se l’ennesima riconferma del mostro sacro che ha collezionato nella sua carriera, e parliamo qui solo di Oscar, 21 candidature e 3 statuette, James Corden, di nuovo al suo fianco dopo Into the Woods, spinge al massimo su una caratterizzazione vocalmente perfetta, ma sul piano recitativo forse più improntata su una resa da palcoscenico che da necessarie levigate minimaliste da set.

La Kidman è forte, e pure la sua saggia ex-ballerina, peccato abbia un ruolo in fin dei conti minore rispetto ai primi. Ma l’esigenza narrativa la voleva probabilmente comprimaria per offrire più spazio alla giovane Emma, interpretata dalla brava esordiente Jo Ellen Pellmann.

Certo, Netflix questi film ce li propone online nel solito pacchetto mensile tra una miriade di altri contenuti e storie, ma chissà se dopo la parentesi pandemica ci sarà la possibilità di riguardare nei cinema almeno i titoli più spettacolari in uscita in questi mesi.

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